Borgo San Lorenzo

Buon viaggio cara Madonnina di Giotto

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Come abbiamo scritto precedentemente (una incredibile lettura da parte di tantissimi utenti) martedì 25 agosto 2015, nella tarda mattinata  eravamo in Pieve ad osservare  i funzionari della Sovrintendenza di Firenze con in testa la dott.ssa Zaccheddu,

che stavano staccando dalla colonna  ultima di destra della Pieve di San Lorenzo, la piccola pala di Giotto raffigurante la “Madonna col Bambino”, (anche se quest’ultimo è visualizzato solamente dal braccio),  collocata ormai da tanti anni nella Pieve romanica borghigiana, per essere trasferita a Milano  nel Palazzo Reale in occasione di una grande mostra mondiale denominata “ Giotto, l’Italia – da Assisi a Milano”, che verrà inaugurata il prossimo martedi 1 settembre 2015, il tutto organizzato a corredo delle iniziative culturali e artistiche della Fiera Internazionale dell’Expo. 

Non siamo abituati ad osservare quello che è il percorso di collocamento in una teca climatizzata, di una opera d’arte di grande valore universale, che deve essere trasportata, ma seguire con particolare attenzione i movimenti degli addetti ci ha alquanto  emozionato. Tolta dalla colonna, posta su un tavolo, sembrava di essere in un sala operatoria prima dell’intervento chirurgico: visionata, girata, rigirata con tanto di guanti, misurata la temperatura d’ambiente, messa in un primo supporto in metallo, addossata la cornice, quindi collocata in un prima teca e poi dopo alcuni interventi di imbottitura (speriamo di non dire bischerate!), finalmente inserita in una grande teca metallica, il tutto …inchiavardato a dovere e quindi la partenza.

Buon viaggio e buona visione, chissà da quanti migliaia e migliaia di visitatori. Tornerà a casa ad anno nuovo.

Non è la prima volta che questo prezioso dipinto di Giotto, o perlomeno attribuito all’unanimità al sommo pittore mugellano da tutti gli esperti, che lascia la Pieve di Borgo San Lorenzo, in grandiose rassegne d’arte mondiali, poiché è una delle rare opere su legno che ovviamente, con tutte le cautele può essere trasportata; e poi, si dice il destino, è l’unica opera di Giotto esistente nella terra mugellana, dove è nato e vissuto.

La storia di questa pala è davvero singolare. Per tanti secoli l’immagine era custodita all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono, veneratissima dalla popolazione, chiamata la “morettina”, poichè nel corso di centinaia d’anni il fumo delle candele che ardevano davanti all’immagine avevano annerito il volto della Madonnina. Una volta chiuso l’Oratorio nel 1933 e tolta dall’Altare centrale per essere portata all’Opificio delle Pietre Dure in Firenze, dopo un lavoro lungo ed accuratissimo di restauro, tutti gli esperti e gli addetti furono concordi nel dichiarare la paternità a Giotto, senza ombra di dubbio.

La storia poi ci ricorda che l’Oratorio di Sant’Omobono è stato completamente restaurato (è una sinfonia “chiniana”) e l’opera giottesca è stata da tempo collocata nella colonna di destra attigua all’Altare Maggiore della Pieve borghigiana, la quale resterà fino al 10 gennaio 2016, orfana della sua “Madonnina”. Ma nel mondo della cultura e dell’arte mondiale la “Madonnina “ di Borgo San Lorenzo è talmente celebre che i borghigiani potranno fare anche questo sacrificio.

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