Borgo San Lorenzo

Borgo. Storia e curiosità sulla torre dell’orologio

Borgo. Storia e curiosità sulla torre dell'orologio

Il restauro a Borgo San Lorenzo dell’antica trecentesca torre civica dell’Orologio, che ha causato le solite polemiche per i giorni in cui sono iniziati i lavori (elezioni amministrative) e la strada chiusa nel giorno di mercato settimanale (commercianti arrabbiatissimi), ha portato anche com’era prevedibile  alcune discussioni fra i vecchi borghigiani, quei pochi che ancora vogliono bene al proprio paese. Ad alcune domande storiche che ci sono state poste da qualche amico, rispondiamo che la Torre civica  (risale al 1351),  a memoria d’uomo è sempre stata intonacata, anche se fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 e anche alla fine degli anni ’20 (1928), l’intonaco era talmente  risicato che  si intravedeva  la mattonatura antica e le pietre laterali. Detto questo il nostro ricordo va a Dino Chini (1884-1960), facente parte della famiglia  che ha fatto la storia  artistica, culturale  e letteraria di Borgo San Lorenzo in particolare e del Mugello in generale, senza poi contare le opere d’ordine nazionale, europee e mondiale che i Chini (vedi Galileo in Thailandia),  hanno lasciato nel tempo. Il buon Dino (suo figlio Lino è stato un ottimo giocatore della Fortis Juventus 1909 negli anni ‘30 ‘ 40 del ‘900), semplice artigiano veniva considerato di ramo “inferiore” rispetto agli altri componenti della famiglia; ma non era così. Imparata l’arte dei suoi avi  in una precisa epoca, un’epoca cioè dove la pittura, la decorazione e la stessa umile tinteggiatura (o imbiancatura), con i suoi segreti, abbinata ai fregi, era un arte, Dino si fave valere. Furono “257”, si proprio “257” fra chiese, castelli,ville e palazzi, le costruzioni che ha restaurato, decorato e pitturato in 60 anni di attività, in tutto il Mugello, nella provincia fiorentina, nel pratese e nel pistoiese (in questi giorni l’Osservatore Toscano ha dedicato addirittura due pagine a Dino Chini del Borgo San Lorenzo dopo aver scoperto un suo bellissimo lavoro nella Chiesa di Martignana nell’empolese – ndr). Ma Dino  era anche un bravo progettista, anche se i suoi studi terminarono fra il si e il no alla terza elementare, poichè  nel 1896 a dodici anni era già a tenere il pennello ed a girare i colori a suo babbo Pio. Se tutte queste notizie su questo personaggio saranno motivo di un prossimi servizio, vogliamo ricordare, dato che siamo in tema della Torre dell’Orologio, che nel 1935 l’amministrazione  comunale dell’epoca decise di restaurare la Torre dell’Orologio con alcune piccole  variazioni architettoniche; a chi diede  la committenza! A Dino Chini imbianchino verniciatore, il quale a par suo presentò il progetto, che pubblichiamo pari pari, per far comprendere ai lettori la bravura di questo autentico artigiano che si portava sulle spalle un cognome di fama mondiale. Preghiamo il benigno lettore di porre bene attenzione nella didascalia sotto l’immagine iconografica del disegno prospettico. Pubblichiamo altresì anche una bella immagine di un restauro (1914 ca. – cento anni orsono) della stessa torre civica dell’orologio. Inoltre abbiamo scoperto, dopo questo ultimo restauro una scritta ed una data. Cercheremo di dipanare il tutto nel prossimo servizio (continua). Foto 1 (qui sopra): Dino Chini (1884 -1960) figlio di Pio e cugino di Galileo. Foto 2 (qui sopra): Il progetto architettonico della Torre dell’Orologio realizzato da Dino Chini nel 1935.  L’attento lettore oltre alla Torre disegnata sul davanti da piazza Cavour, quindi disegnata lateralmente,  e ancora altro prospetto a destra, noterà in basso a sinistra l’antica medievale Loggetta del Mercato delle grasce e delle carni, loggetta che si prolungava fino a metà via San Martino (attualmente c’è un negozio di parrucchiera, come del resto c’è sempre stato un barbiere), che si teneva il martedi fin dal 1351. Dino Chini in questo sua visione, ha voluto inserire anche uno scorcio architettonico che non esiste più da secoli, ma che per molti anni è rimasto nell’immaginario collettivo dei vecchi borghigiani. La firma di Dinmo Chini si nota in alto a destra: “1935, Dino Chini” Foto 3 (qui sopra): Uno scorcio della Torre dell’Orologio in occasione di un restauro ai primi del ‘900, prima cioè del terremoto del 29 giugno del 1919. Infatti l’edificio sulla sinistra è ancora quello antico rialzato con le finestre  ad arco semichiuso.      (Archivio A.Giovannini)

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