L'intervento del sindaco Omoboni in risposta alla lettera pubblicata da una madre sul nostro giornale (clicca qui):
"Ma se ora ci saranno dei positivi ci rimetteremo anche noi.."
Ho letto con sconcerto le parole scritte in una lettera, non firmata, che sta circolando sui social sul nostro progetto di screening anti Covid nelle scuole.
Sconcerto, sì.
Perché di fronte ad un'opportunità gratuita di prevenzione e controllo e di salvaguardia della salute di tutti, si fa passare il messaggio che è meglio non sapere se ci sono positivi nelle scuole, perché rischiamo di andare in quarantena.
Quindi è meglio non sapere, non individuare possibili positivi asintomatici, meglio rischiare di trasmettere il contagio.
Io credo che questi ragionamenti non siano accettabili. La quarantena non è facile, lo dico anche per esperienza personale, ma serve per mettere in sicurezza i miei figli e i figli degli altri e tutte le persone che frequentiamo.
Per fortuna in tanti state prenotando il tampone. Continuiamo così.
Se dopo 12 persone che hanno perso la vita nel nostro comune non abbiamo capito questo, non saremo migliori. Per nulla.
Precisiamo solo che la lettera di cui si parla non è firmata con nome e cognome perché la lettrice ci ha chiesto di rimanere anonima, ma che è comunque stata verificata dalla redazione.












