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Borgo Rosso. "Il futuro del monastero di Santa Caterina? Chiediamo trasparenza e chiarezza!"

Noi siamo consapevoli dell’importanza di tale struttura non soltanto per ragioni architettoniche, storico-artistiche e religiose, ma anche...

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Fulvia Penni Fulvia Penni © OK!Mugello
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Nelle elezioni comunali di Borgo San Lorenzo, oltre ai consueti dibattiti sulle frazioni e sulla linea ferroviaria Faentina, quest'anno emerge un nuovo tema centrale: il futuro del monastero di Santa Caterina. Erica Mazzetti, deputata del Mugello, ha chiesto chiarimenti sul progetto di passaggio della proprietà del monastero alla Fondazione “La Cittadella”, affrontando il rifiuto di un sopralluogo e coinvolgendo il Ministro della Cultura per maggiore trasparenza.

Durante un incontro tra i candidati sindaco, Fulvia Penni ha sollevato questioni sulla trasparenza dell'operazione e sulla valutazione del monastero, stimato al di sotto di un milione di euro. A seguire il comunicato integrale diffuso:

Ogni 5 anni, il problema delle frazioni e lo stato della linea ferroviaria della Faentina sono i principali temi ricorrenti della campagna elettorale per le comunali di Borgo San Lorenzo. Quest'anno, però, il dibattito politico è animato anche da un nuovo argomento: le sorti del monastero di Santa Caterina.

Noi siamo consapevoli dell’importanza di tale struttura non soltanto per ragioni architettoniche, storico-artistiche e religiose, ma anche per il suo straordinario valore socioculturale che essa rappresenta per l’intera comunità borghigiana. Riscontrando perplessità e dubbi riguardo al progetto in corso, condiviso dall’amministrazione uscente sul monastero, ci siamo subito attivati.

Messa a conoscenza della questione da Borgorosso, Erica Mazzetti, deputata eletta nel Mugello, ha cercato di fare un po’ di chiarezza, chiedendo dapprima un sopralluogo al monastero (negato) e scrivendo poi al Ministro della Cultura affinché faccia luce sull’operazione del passaggio di proprietà della struttura a vantaggio della Fondazione “La Cittadella”.

Lo scorso venerdì, durante l’incontro fra i tre candidati sindaco, è stata infine Fulvia Penni a chiedere trasparenza e chiarezza sul monastero di Santa Caterina, lanciando un appello per vedere la perizia che ha stimato il valore di questo importante patrimonio al di sotto di un milione di euro. Tale appello è stato rivolto da Fulvia Penni anche agli altri due candidati, senza ottenere alcun risultato.

Per Penni rimane inaccettabile la scarsa trasparenza su un’operazione di vendita che riguarda un bene di proprietà privata, ma di grande e indubbio rilievo per la comunità borghigiana. Se tale operazione dovesse essere fatta in virtù di una sottostima del valore del monastero da parte degli enti coinvolti, sarebbe grave perché, di fatto, significherebbe non soltanto svalutare economicamente il bene, ma anche calpestarne il ruolo socioculturale.

Secondo un nostro umile “conto della serva”, basato sui valori OMI minimi per i garage (800 € al mq) situati nel centro storico del Comune di Borgo San Lorenzo e le dimensioni dell’immobile (circa 4120 mq), la cifra ottenuta sarebbe abbondantemente oltre i 3 milioni di euro.

Allora, come è possibile che il monastero sia stato valutato meno di un milione? Non comprendiamo come dei soggetti che intendono portare avanti un progetto così importante per la comunità locale non si preoccupino di garantire trasparenza e chiarezza sull’intera operazione, tenendo conto, oltretutto, che il presidente della Fondazione che dovrebbe acquisire il monastero è di Borgo San Lorenzo.

Curiosamente si nota che anche nel consiglio di amministrazione della Fondazione “La Cittadella” era presente fino al 2022, in rappresentanza del GAL Start (società che gestisce fondi pubblici), lo stesso sindaco uscente di Borgo, Paolo Omoboni.

Sempre curiosamente, nel luglio 2022, il GAL Start ha assegnato, tramite un bando, un finanziamento di 220.000 € alla Fondazione di Santa Caterina. A poche settimane dal periodo elettorale, infine, l’amministrazione uscente ha adottato il Piano Operativo Comunale, nel quale prevede un’inedita destinazione turistico-ricettiva per circa un terzo dei locali del monastero.

Alla luce di tutto ciò, appare alquanto discutibile che una futura convenzione sottoscritta con il Comune possa variare le destinazioni previste dal POC adottato dall’amministrazione uscente, mentre riteniamo idoneo e corretto l’impegno da parte del futuro sindaco nel rivedere gli orientamenti dello stesso piano urbanistico.

Sottovalutazioni del monastero di Santa Caterina appaiono ancora più incomprensibili, specie nel periodo di campagna elettorale. Chiediamo pertanto a tutti i soggetti interessati, prima di procedere alla stipula dell’atto di cessione del bene, di fornire la maggior trasparenza e chiarezza nel rispetto delle legittime normative di riferimento a tutela di un bene storico e socioculturale così importante per l’intera comunità borghigiana.

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