Doveva essere una festa dello sport, come ogni anno, ma per molti residenti si è trasformata in una giornata di disagi e rabbia. In occasione del passaggio della celebre 100 km del Passatore, che ha visto ancora una volta Borgo San Lorenzo come tappa fondamentale del percorso tra Firenze e Faenza, il traffico veicolare nel centro del paese è andato completamente in tilt.
Quest’anno, per assicurare la precisione del kilometraggio richiesto dalla storica gara podistica, gli organizzatori hanno predisposto un nuovo tratto cittadino che ha inevitabilmente avuto ripercussioni pesanti sulla circolazione. Il tracciato, partendo dal ponte sulla Sieve, ha attraversato viale degli Argini, via Basaglia e ha fatto rientro nel centro urbano, per poi riconnettersi alla Strada Faentina in direzione nord. Una scelta che ha avuto l’effetto collaterale di bloccare completamente la viabilità in paese.
Le conseguenze non si sono fatte attendere: lunghe code, automobilisti imbottigliati e un clima di crescente frustrazione. La situazione più tesa si è registrata nella zona del Ponterosso, dove si è verificato un vero e proprio blocco stradale. Alcuni conducenti, esasperati fermi nel traffico, hanno divelto le transenne posizionate per delimitare il percorso della corsa, tentando di farsi largo in un contesto ormai ingestibile.
Numerose le segnalazioni e le proteste giunte anche alla nostra redazione da parte dei cittadini. In molti si sono detti sorpresi dalla totale mancanza di un piano di viabilità alternativo efficace e da una comunicazione che, a loro dire, è stata scarsa e poco chiara.
«Siamo contenti che Borgo ospiti eventi importanti – ci scrive un lettore – ma non è accettabile che per una corsa si paralizzi un intero paese senza considerare le esigenze quotidiane di chi ci vive».
L’episodio riaccende il dibattito sull’equilibrio tra eventi sportivi di richiamo e vivibilità urbana. Se da un lato la 100 km del Passatore è una tradizione che richiama atleti e appassionati da tutta Italia, dall’altro è evidente che la gestione logistica e la tutela della mobilità locale dovranno essere rivalutate, per evitare che l’entusiasmo sportivo si trasformi, come accaduto quest’anno, in un incubo per residenti e automobilisti.











