Borgo San Lorenzo

Borgo. Nasce il Coordinamento per la difesa della 194. Le reazioni…

Borgo, la 194, i diritti delle donne ed i tagli. Una riflessione...

L’intervento del Pd zona Mugello e la lettera firmata di una lettrice. Non si placano, in Mugello, le reazioni alla prossima chiusura per gli ambulatori dell’Ospedale di Borgo che praticano l’interruzione volontaria di gravidanza. Solo ieri (martedì 11 giugno) la redazione di OK!Mugello ha ricevuto tre interventi, tutti ugualmente interessanti e che riportiamo qui sotto. Si tratta della formazione del coordinamento in difesa della ‘Legge 194’ (cui partecipano partiti politici e associazioni), di una nota del Partito Democratico zona Mugello e di un’interessante e lunga lettera firmata. Li riportamo qui sotto come spunti per la riflessione:

Nasce il Coordinamento Difesa 194

Per sostenere la necessità di mantenere un presidio territoriale senza il quale le donne del Mugello vedono messo a rischio il proprio diritto alla salute e per dare massima trasversalità a questa rivendicazione, le associazioni e i partiti presenti al presidio hanno ritenuto giusto dare vita al coordinamento. Questo coordinamento è aperto a tutte le soggettività che si ritengono sensibili a questa causa. Il coordinamento nei prossimi giorni incontrerà in delegazione le istituzioni locali e regionali e la dirigenza ASL 10 per mettere all’attenzione di questi l’inutilità e l’assurdità di questo taglio.

Considerato che la vicenda di Borgo San Lorenzo rappresenta un esempio di quello che è un processo più generale di messa in discussione della legge 194, chiediamo a tutte le donne e a tutti gli uomini impegnati nelle istituzioni, ma anche alle associazioni, ai soggetti politici, sociali e organizzazioni sindacali di sostenere questa battaglia locale in funzione della difesa della legge 194/78.

Per INFO e adesioni scrivete a coordinamentodifesa194@gmail.com

Hanno aderito al Coordinamento Difesa 194:

Circoli PRC Zona Mugello, Lista civica Libero Mugello , Ass. Libere Tutte Firenze, Giardino dei Ciliegi, Lemusiquorum, Intersexioni, Laboratorio per la Laicità, Medicina democratica-Firenze Partito della Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Ecologia e Libertà;

Adesioni individuali:
Alessandra Alleva, consigliera PRC S.Piero a Sieve
Piera Ballabio, consigliera Lista Civica Libero Mugello
Tatiana Bertini, consigliera PRC Scarperia
Fiammetta Capirossi, assessora PD Scarperia
Loretta Ciani, vicesindaca PD San Piero a Sieve
Grazia Innocenti, consigliera SEL e presidentessa del consiglio comunale di Borgo San Lorenzo
Francesca Poli, consigliera SEL Scarperia
Lorenzo Verdi, consigliere PRC Provincia di Firenze

La nota del Partito Democratico Zona Mugello:

Circolava da diversi giorni ufficiosamente e solo lunedì 10 è arrivata la comunicazione ufficiale, i servizi relativi all’interruzione volontaria di gravidanza verranno sospesi nel presidio ospedaliero del Mugello dal 15 di Giugno prossimo. Il segretario del Pd di Borgo San Lorenzo Sandro Vignolini, denuncia questo ennesimo taglio come l’ultimo di una lunga serie che stà portando allo svuotamento di competenze dell’ospedale in questione.

“Ho presentato assieme ad altri consiglieri, dichiara Vignolini, un Ordine del Giorno urgente, per il prossimo Consiglio comunale, vogliamo denunciare con forza che questo processo di ridimensionamenti e soppressione di servizi che stà minando il nostro Ospedale, questo è inaccettabile!”.

Anche la segretaria del Pd di Barberino, Sara Di Maio, commenta con sconcerto la notizia “Si comprende che sia necessario riorganizzare il sistema sanitario anche per limitare i costi, ma questo non può significare rendere inefficiente un servizio e, in sostanza, negare un diritto alle donne del Mugello”.

Infine, Giulia Fossi, capogruppo Pd nel consiglio comunale di Dicomano e membro della Segreteria metropolitana del Pd, sottolinea come tale possibilità costituisca un’ulteriore ferita alla piena applicazione della legge 194, soprattutto per le categorie più svantaggiate, e come tale vicenda, se fosse dettata da problemi di organizzazione del personale, renda necessaria, al più presto, una riflessione, a livello tanto amministrativo quanto politico, sulla crescente obiezione di coscienza da parte dei ginecologi.

Il segretario di zona, Marco Recati, chiede un confronto fra i vertici dell’azienda e gli amministratori locali per capire la riorganizzazione in atto e per approfondire il futuro dell’Ospedale e del servizio sanitario e sociale nel territorio, che non può essere un contenitore vuoto, ma deve rimanere un servizio ai cittadini del Mugello.

La lettera firmata di una letterice:

Presto nell’ospedale di Borgo San Lorenzo non verranno più effettuati interventi di 194, ossia l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg) e probabilmente scomparirà da questo presidio anche l’ambulatorio afferente. Tutto questo nell’ottica dell’ipotetico risparmio della centralizzazione. Pensiamo al diritto che viene negato a tutte le donne e minorenni del Mugello, che vorrebbero ricorrere a questo servizio con estrema discrezione per non farlo sapere ad esempio ai familiari.

Pensiamo all’importanza di questo ambulatorio come primo approccio per individuare talvolta eventuali abusi. Pensiamo a quale risparmio avremmo negando un diritto. Donne di tutto il Mugello, attiviamoci affinché questo diritto non ci venga negato. Stiamo assistendo ad un lento e doloroso omicidio, quello dei nostri diritti, soprattutto le donne in questi ultimi periodi stanno vedendo calpestati i propri diritti, diritto alla vita, alla libertà e alla salute.

Troppo spesso sentiamo di donne stuprate, maltrattate e perseguitate mentre i nostri politici si riempiono la bocca di parole come pari opportunità e welfare, ma non fanno niente per garantirle, anzi tagliano servizi essenziali che vanno a colpire soprattutto le fasce più deboli. Dunque l’Italia sta diventando bipolare? Si  parla di diritti ed evoluzione prendendo esempio dall’Europa, ma poi non siamo in grado di garantire i servizi sanitari minimi, passi la spending review, ma non ci dobbiamo rimettere noi con la nostra salute se in questi anni sono stati fatti disastri finanziari dalla classe politica.

Credo che sia un diritto, ma anche un dovere da parte di tutti noi, mobilitarci in qualunque modo possibile, soprattutto facendo informazione,vocabolo che in Italia ha perso molto significato. Attiviamoci tutti, per tutti, reclamando a gran voce i nostri diritti, chiedendo maggiore rispetto per le leggi, ma anche rivedendole o inasprendole quando è il caso (es. casi di stalking). A proposito della legge 194, oltre a diminuire i luoghi dove è possibile ottenere l’ivg, troviamo spesso nei pubblici consultori (quei pochi superstiti) i “famigerati” obiettori di coscienza che rifiutano di eseguire l’intervento, vorrei rinfrescare la memoria a questi signori con il seguente testo:

Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d’urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’ “accanimento” diagnostico e terapeutico.

Il testo riportato è il famoso giuramento di Ippocrate, ossia ciò che un medico si presta a rispettare all’inizio della propria carriera, con esso si impegna ad astenersi da giudizi e ad operare sempre nel benessere  fisico e psicologico del paziente.

Allora, perchè in Italia si trovano tanti, troppi, obiettori di coscienza (le stime parlano di quasi il 90% dei professionisti) che negano il loro intervento nei casi di ivg), è una cosa legale quello che succede nella maggior parte degli ospedali italiani? C’è una legge che regolamenta questo aspetto, la legge del 22 maggio 1978, n.194 (generalmente citata come “la 194”) con la quale sono venuti a cadere i reati previsti dal titolo X del libro II del codice penale. La legge 194 consente alla donna, nei casi previsti dalla legge  di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.

Il prologo della legge (art. 1), recita:Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

Segue ancora: Le minori e le donne interdette devono ricevere l’autorizzazione del tutore o del giudice tutelare per poter effettuare la IVG. Ma, al fine di tutelare situazioni particolarmente delicate, la legge 194 prevede che (art.12)…nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all’articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza.

Vogliamo veramente perdere così passivamente quei diritti umani conquistati con fatica e lotte sociali? Siamo al pari dei paesi “sottosviluppati” o siamo europei? Tante le domande e tante le ingiustizie, soprattutto quando gli stessi obiettori per salvare quella che tecnicamente ancora non è una vita mettono in pericolo la vita di quelle povere donne che non avendo altra scelta ricorrono ad aborti clandestini o a farmaci che inducono aborti spontanei con conseguenze spesso gravi (tra cui la morte) per la salute o la fertilità. Gli aborti clandestini, dal 1982 a oggi, sono scesi da 100 mila a 21 mila circa (stima Istituto Superiore di Sanità). Ma oggi, dicono i ginecologi, tornano a crescere, al passo con le difficoltà della struttura legale perchè i consultori chiudono e gli ospedali tagliano i servizi essenziali.

Mi chiedo allora si difende un diritto alla vita qualunque essa sia? Non dovremmo invece aspirare ad una vita felice e dignitosa per tutti? La scelta di abortire non è una scelta facile e presa a cuor leggero, i sensi di colpa sono tanti ma si fa perchè non si ha altra scelta, perchè  il più delle volte non si è in grado di mantenere la vita che verrà, perchè si è minorenni o peggio ancora perchè si è vittima di uno stupro.

Queste righe sono rivolte a tutti ma in particolar modo alle donne, oggi purtroppo protagoniste di storie sempre più drammatiche, storie di stalking, maltrattamenti, stupri ecc. Per fortuna c’è anche un Italia laica e consapevole dei propri diritti, ci sono infatti ospedali (dal Trentino alla Sicilia) dove si pratica l’aborto utilizzando la Ru486, la famosa pillola abortiva che riduce le sofferenze, almeno quelle fisiche, causate invece dall’intervento chirurgico. Credo sia importante informarsi su ciò che succede negli ambulatori  e negli ospedali, è necessario lottare per i nostri diritti, diritti innegabili. Cerco una conclusione per queste righe ma non la trovo, forse perchè non c’è o forse perchè si potrebbero aggiungere tante altre storie di tante altre persone…                                                                                                      Lettera firmata

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