Borgo San Lorenzo

Borgo. La stagione teatrale finisce in punta di piedi. Giovedì danza. Info…

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Va a concludersi la stagione teatrale al Giotto di Borgo San Lorenzo. E sarà una chiusura in punta di piedi, con lo spettacolo di danza “Solo Goldberg improvisation” della Compagnia Virgilio Sieni che va in scena l’8 marzo alle 21,15. Uno spettacolo davvero da non perdere.

Cala così il sipario sulla stagione teatrale 2011-2012. Otto spettacoli di alto livello, tra classico e contemporaneo, cultura e intrattenimento; un’offerta ricca e articolata per raggiungere un pubblico ampio di spettatori: spettacoli classici e riscritture contemporanee, commedia, nuova drammaturgia, e ancora, danza e teatro per ragazzi. Insomma, un mix colto-popolare, per un pubblico intergenerazionale. Grandi spettacoli ma a piccoli prezzi: Prevendita dei biglietti presso la biblioteca comunale. Info: tel. 055 8457197.

 

Ecco la scheda dello spettacolodell’8 marzo:

Solo Goldberg Improvisation

musiche di J.S. Bach, Variazioni Goldberg, eseguite dal vivo da Diego Maccagnola ideazione di Virgilio Sieni, luci di Paolo Pollo Rodighiero, con Virgilio Sieni e Diego Maccagnola

Non vi è percorso nelle Variazioni Goldberg di Bach. Allo stesso tempo uso il termine improvisation per definire questo lavoro non fondato sull’improvvisazione ma sul riconoscimento e il rinnovamento. Certo, improvviso. Mi lascio cogliere da quella che non è mai una sorpresa ma un divenir impercettibile nell’atto dell’esserci. Spoglio il corpo, o almeno tento di spogliare il corpo di quelle pratiche che comunque appaiono nel segno della danza, e nel canone sacro della musica finalizzata alla costruzione di una città aurea, vero sogno, vera realtà. “Sbrandello” con rigore il corpo, fissandomi con fatica e dolore tutte le volte, così come con leggerezza e voglia di attraversamento (di essere attraversati da qualcos’altro) sul senso di sparizione: muoversi per sparire, far pesare il corpo per lasciare solo orme e tracce.

Penso che le Variazioni Goldberg non siano un invito alla danza, ma un atto di riflessione e introspezione dove niente appare se non un corpo “spellato”. Ecco che questo lavoro, pratico le variazioni dal 1987, mi appare come un manifesto, qualcosa di più di un vocabolario di percorso, un atto sulle debolezze, le imperfezioni, lo sforzo, le pieghe e le polveri, qualcosa che vuol trapassare il corpo per donarsi alla figura, qualcosa che rende il corpo pagliaccio tragicomico dell’oggi.
(Virgilio Sieni)

ufficio stampa
johnny tagliaferri
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