Borgo San Lorenzo

Borgo. Il giudizio del M5S sul bilancio previsionale 2014

Dicomano. M5S presenta la lista con Aldo Nuzzo sindaco

In relazione al bilancio previsionale 2014 riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle di Borgo San Lorenzo il seguente comunicato.  

Il bilancio previsionale 2014 predisposto dalla Giunta Omoboni per l’approvazione da parte del Consiglio Comunale delinea un quadro a tinte fosche della finanza comunale per quanto attiene sia ai generali equilibri di bilancio che alla solidità della situazione patrimoniale del Comune con riferimento sia alla parte immobiliare (beni di difficile vendita per il finanziamento di nuove iniziative), che a quella creditizia (crescita dei residui attivi, cioè crediti non riscossi) e societaria (gravi difficoltà di bilancio delle partecipate Vivi Lo Sport e Pianvallico). Del resto non più tardi di due mesi fa, commentando il bilancio consuntivo 2013 parimenti predisposto dalla nuova Giunta, avevamo già evidenziato i rischi e le criticità che apparivano evidenti ad una lettura appena attenta dei numeri.

In quell’occasione il Sindaco negò recisamente la veridicità delle osservazioni che soltanto pochi giorni dopo furono invece in gran parte riconosciute dal Direttore Finanziario del Comune e dai Revisori dei conti nella loro relazione sugli equilibri finanziari e che cominciano oggi a trovare concretezza nel bilancio dell’anno ormai in corso.

 

Da questo punto di vista si individua un filo rosso che lega i due bilanci in un rapporto di continuità determinato sia dal perpetuarsi della politica del “tassa e spendi” (o meglio, come vedremo, “trasferisci”) che ha caratterizzato l’ultimo decennio di amministrazione comunale ma che ormai appare del tutto incongrua rispetto ad una situazione economica locale in fase di rapido deterioramento, sia dallo smottamento dei conti pubblici generato dall’avverarsi di quei rischi che erano presenti soltanto in nuce nel bilancio dello scorso anno.

 

Dato anche il venir meno del contributo statale a fronte dell’eliminazione dell’IMU prima casa del 2013, il budget 2014 assume connotati di piena emergenzialità a cui la Giunta fa fronte con l’aumento generalizzato e consistente di imposte, tasse e tariffe comunali (complessivamente, + 600.000 euro rispetto al 2013), con la ricerca di maggiori oneri di urbanizzazione che significa più cementificazione del territorio e con l’estemporanea soluzione di trasformare gli immobili comunali in centri per l’ospitalità degli immigrati al fine di beneficiare dei contributi previsti in tal senso. Scelta questa criticabile perchè fatta senza considerare le problematiche che essa comporta per un territorio probabilmente non attrezzato a subire le conseguenze di un’immigrazione repentina e massiccia. Si tratta di tematiche sulle quali, lo diciamo subito a scanso di equivoci, non siamo pregiudizialmente contrari ma che hanno bisogno di un livello di discussione, di analisi e di progettualità che chiaramente non è alla portata di una Giunta che appare costantemente in ritardo ed in affanno e che è comunque condizionata dall’antico proverbio “primum vivere deinde philosophari”.

 

In particolare evidenziamo queste criticità del bilancio (dati tratti da documenti ufficiali del Comune, tutti i confronti fatti con i dati del bilancio consuntivo 2013, maggiori dettagli in un’ampia analisi su www.mugello5stelle.it):

  1. aumento generalizzato delle imposte: Imu/Tasi + 151.000 (rispetto al 2012, + 681.000) addizionale Irpef + 187.000, Tari +174.000;
  2. aumento delle tariffe comunali (+ 34.500 nel 2014, proiezione di circa + 100.000 nel 2015);
  3. aumento dei contributi urbanistici, + 168.000 consentiti da un RUC che amplia le superfici edificabili;
  4. deterioramento della qualità dei crediti del Comune (“residui attivi” pari alla fine del 2013 ad oltre 8 milioni di euro), testimoniato dall’accantonamento monstre al fondo svalutazione crediti di € 808.000; data la dimensione e la vetustà dei crediti iscritti a bilancio, probabilmente nei prossimi anni sarà necessario proseguire su questa strada a fronte delle previsioni di incasso di imposte e tariffe ormai fuori dalla ragionevolezza, con conseguenti aumenti del carico fiscale per cittadini ed imprese;
  5. tagli alle spese per sport, cultura e sviluppo economico;
  6. finanza creativa per l’assoluta inattendibilità delle cifre relative alle entrate del Titolo IV (entrate in conto capitale) che, a tre mesi dalla fine dell’anno, sono prive di riscontri con i programmi di gestione effettivamente realizzati;
  7. libro dei sogni per le spese del Titolo II (spese in conto capitale) che annoverano investimenti 2014 tecnicamente irrealizzabili come quello della messa in sicurezza di Panicaglia (monitoraggio in corso fino all’estate 2015) e comunque un programma condizionato dalla disponibilità delle entrate “Titolo IV” che come abbiamo visto sono assai aleatorie. D’altro canto la percentuale di realizzazione delle spese in conto capitale è storicamente del 35% ed è stata del 20% nel 2013 per cui si tratta soltanto di “pubblicità ingannevole” a favore delle amministrazioni comunali in carica ma pagata con aumenti di imposte vere per la ricerca degli equilibri di bilancio;
  8. deterioramento degli equilibri generali di bilancio:
  • Il saldo di parte corrente (entrate correnti meno spese correnti) scende a € 1.074.933 (nel 2013 era di € 1.436.667);
  • il saldo finale, che include anche entrate e spese in conto capitale scende a € 464.782 contro € 814.118 del 2013;
  • questo significa he le risorse residue non sono sufficienti a pagare i mutui in scadenza (€ 879.466) per cui il pareggio di bilancio si realizza impegnando l’avanzo di gestione per € 414.000: ci stiamo mangiando il tesoretto. E’ fra l’altro un trend che continua in quanto era accaduto anche nel 2013 per cifre molto inferiori (circa 29.000 euro) ma a fronte dell’aumento dei mutui per 350.000 euro.
  1. La continua crescita dei trasferimenti ad altri enti (Unione dei Comuni, Società della Salute,ecc.) che a parità di perimetro salgono da 1,759 milioni del 2013 a 2,423 milioni del 2014 e che sono un segno di irrigidimento del bilancio comunale e di svuotamento delle funzioni politiche ed amministrative dell’ente che si trasforma in un enorme e passivo esattore di imposte;
  2. la crescita per gli oneri di appalti e concessioni “non negoziabili” come quello di Publiambiente che analogamente privano di senso la funzione dell’ente comunale e si trasformano in oneri insostenibili per imprese e cittadini.
  3. Gli oneri nascosti derivanti dalle perdite delle partecipate fra le quali Vivi lo Sport darà luogo presto alla necessità di far fronte al debito verso le banche e garantito dal Comune che peraltro non è stato ancora inserito nei conti del bilancio mentre Pianvallico ha conseguito perdite per 600.000 euro in due anni cominciando a suscitare le preoccupazioni anche dai revisori dei conti.

 

Il Movimento 5 Stelle si opporrà ad un bilancio che giudica sbagliato nei presupposti e nelle conseguenze, che saranno recessive per l’economia del territorio e regressive per quanto riguarda il carico fiscale su cittadini ed imprese, e che perpetua logiche vecchie e fallimentari di mantenimento di strutture improduttive e di impoverimento ambientale e sociale del territorio.

 

La sfida che lancia al Sindaco del “Nuovo Inizio” è quella di recidere veramente le pastoie che lo legano ad esperienze politiche passate di cui solo adesso si cominciano a vedere i risultati fallimentari ed a sistemi di potere che privilegiano i soliti noti e che comunque, come anche la vicenda delle nomine dimostra, lo considerano un corpo estraneo.

 

Lanciamo al Sindaco il nostro guanto di sfida per il 2015:

  1. un bilancio previsionale 2015 presentato in Consiglio entro il mese di febbraio, in modo da poter discutere realmente di programmi e non di un quasi consuntivo;
  2. un bilancio previsionale inteso come “zero-base budget”, incardinato su 2-3 idee forti per lo sviluppo del territorio e per la sostenibilità delle finanze comunali, valide anche per il futuro, che incida profondamente sui meccanismi di spesa basati su consuetudine, assuefazione, clientelismo spicciolo che non ci possiamo più permettere;
  3. la revisione totale del sistema degli appalti in corso, con esclusione dei rinnovi alla scadenza e verifica puntuale dell’utilità e della convenienza della spesa, compreso il ricorso massiccio agli accordi realizzati da centrali di acquisto pubbliche;
  4. l’aggressione del sistema di concessioni e trasferimenti che comporta spese di fatto non negoziabili e sempre crescenti e che ingessa il bilancio comunale;
  5. lo sviluppo di un servizio di ricerca e partecipazione alle opportunità di finanziamento europeo, anche con partenariato pubblico-privato, che potrebbe realmente portare sul territorio non solo nuove risorse ed investimenti ma anche nuove idee imprenditoriali;
  6. la previsione di procedure di partecipazione fattiva di cittadini ed associazioni alla formazione del bilancio:
  7. la presa in considerazione della possibilità di procedere alla fusione con altri comuni della zona per beneficiare, nelle more della ristrutturazione dell’economia locale, dei contributi statali e regionali e per creare un soggetto che realmente abbia le potenzialità per una gestione del territorio nell’interesse dei cittadini.

 

Se su tutti o almeno alcuni di questi punti intravvederemo un’apertura dell’amministrazione comunale, non faremo mancare in futuro il nostro appoggio in Consiglio.

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