Alle fine, dopo una ‘seduta fiume’ a Borgo San Lorenzo il Consiglio Comunale ha approvato il Bilancio di Previone 2013. Bilancio sul quale nei giorni scorsi sulle pagina di OK!Mugello si era sviluppata una vera e propria polemica con tanto di botta e risposta (clicca qui) tra maggiornaza e opposizione, specie sull’introduzione della Tares. Ecco, infene, a giochi fatti ed approvazione completata, la nota e la descrizione del Bilancio che riceviamo e pubblichiamo dall’amministrazione:
Più risorse per sociale e scuola, con la priorità di mantenere inalterato il livello quantitativo e qualititativo dei servizi al cittadino. Più di 3.200.000 euro sul welfare-settore sociale (con 1.00.000 per servizi e attività sociali tramite la SdS, 930.000 euro per nidi e servizi all’infanzia), più di 1.700.000 euro di spese per il settore dell’istruzione (oltre 1.000.000 d’euro per la refezione scolastica). Al termine di una seduta fiume e dopo un dibattito serrato e a tratti acceso, è stato approvato ieri dal Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo il bilancio di previsione 2013.“Viste le condizioni di partenza, questo è stato il più complicato e difficile bilancio da chiudere – sottolinea l’assessore al Bilancio Paolo Francini -. Dalla crisi non siamo ancora usciti e resta ancora a livello nazionale un contesto di incertezza. Priorità era ed è la coesione sociale, e di fronte al quasi totale azzeramento dei trasferimenti statali, le scelte erano in qualche modo obbligate: non abbiamo toccato l’addizionale Irpef, ferma da 6 anni, ma siamo intervenuti sull’Imu, tranne la prima casa”.Priorità, nell’area investimenti pubblici, è data agli interventi di consolidamento e miglioramento funzionale di edifici pubblici e scolastici, in particolare plessi scolastici per adeguamento sismico, miglioramento e adeguamento funzionale ed energetico. Per manutenzione straordinaria e rifacimento di manti stradali sono previsti 180.000 euro, mentre con personale comunale si eseguiranno piccoli interventi di manutenzione di marciapiedi, aree verdi e strade in modo da migliorare il decoro e la qualità urbana.“Un bilancio sano e serio, di un’Amministrazione che agisce con senso di responsabilità, che si preoccupa della tenuta sociale, dei problemi delle persone, che paga i fornitori a 45 giorni, che ha dimezzato i debiti – rivendica il sindaco Giovanni Bettarini -. Gli investimenti pubblici sono di fatto bloccati perché agli enti locali è impedito di accendere nuovi mutui ma ciononostante, con fondi regionali, nazionali ed europei – sottolinea – si è investito molto sull’edilizia scolastica e in particolare sulla sicurezza sismica, una priorità. E – conclude il sindaco – resta l’impegno politico su raccolta porta a porta e stazione ecologica”.L’Amministrazione comunale non ha toccato l’addizionale comunale Irpef, ferma dal 2007 allo 0,55%, così come le tariffe dei servizi comunali (salvo l’adeguamento al tasso d’inflazione programmato per le tariffe dell’asilo nido ma a decorre dal prossimo anno scolastico), Tosap e imposta comunale sulla pubblicità. E resta ferma allo 0,5% l’aliquota Imu per l’abitazione principale (attualmente sospesa dal governo in attesa della riforma generale). Ritocco, invece, per le altre aliquote: ordinaria all’1,04%, immobili locati e assimilati 0,98% e immobili sfitti 1,06%.Entra in questo bilancio la Tares, tributo rifiuti e servizi introdotto dal governo Monti che sostituisce la Tia (tariffa rifiuti), che è determinato in prevalenza dalla superficie immobiliare e in misura minore dai componenti familiari, comportando aumenti e diminuzioni. Un tributo che, in ogni caso, pesa di più sul portafoglio poiché va a coprire per intero il servizio della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, con un’ulteriore quota di maggiorazione per i cosiddetti servizi indivisibili (per il 2013 pari a 30 centesimi al mq) che quest’anno sarà introitata direttamente dallo Stato. Per le utenze domestiche si rileva un rincaro medio di circa il 17%, ma sono previste agevolazioni e riduzioni per famiglie a basso reddito e le fasce deboli, mentre per le utenze non domestiche si registra una diminuzione media del 13% circa, tranne alcune categorie per le quali comunque sono previsti contributi.“Per quanto era possibile e di nostra competenza, degli sforzi sulla struttura tariffaria della Tares li abbiamo compiuti – afferma l’assessore al Bilancio Francini -, prevedendo forme di agevolazione e abbattimento per le categorie più deboli”.In relazione alla Tares, è stato votato all’unanimità un ordine del giorno, concordato in conferenza capigruppo, che esprime critiche su un tributo “calcolato in base alla superficie dell’immobile occupato e non in base al rifiuto prodotto” con “l’effetto di contraddire il dettato comunitario per il quale chi più inquina più paga”. E si sollecita, quindi, governo e Parlamento a rivedere i criteri di calcolo recuperando il principio “chi più inquina, più paga” ed eliminando la “componente addizionale per i servizi indivisibili”.












