Ecco quanto riceviamo dall’associazione Artemisia e dal coordinamento del Progetto Oltre:
La decisione di scarcerare Fiesoli rinnova e rinforza il senso di ingiustizia delle vittime, la loro sfiducia nello Stato. Non esistono ragioni valide, procedurali o meno, che possano consentire ad un condannato per reati di tale gravità di stare fuori dal carcere. Stiamo parlando di una persona che ha calpestato la dignità di decine e decine di esseri umani, che ha danneggiato in modo gravissimo il percorso di vita di moltissimi bambini e adolescenti. Li ha sfruttati e privati delle loro risorse affettive e concrete. Oggi più che mai le Istituzioni e tutti i cittadini di questo territorio e di questo paese sono chiamati ad un posizionamento chiaro a fianco delle vittime, perché non è ulteriormente ammissibile archiviare la vicenda senza approfondirne le molte responsabilità e fermarne gli ancora attuali tentacolari residui. Infatti se questa decisione oggi ci indigna e ci scuote, è altrettanto vero che la vicenda Forteto non era e non è riducibile solo a Rodolfo Fiesoli, e non è, ancora oggi, da considerarsi chiusa. Ogni giorno le vittime hanno diritto a ricevere supporto e vicinanza. E invece sono ancora spesso sole a ricostruire con dignità e coraggio i propri percorsi di vita e a fronteggiare un sistema che è sopravvissuto ai tre gradi di giudizio del processo in un paese che troppo spesso a livello politico, giudiziario, economico/produttivo, socio-sanitario e dell’informazione appare distratto o addirittura ancora fortemente schierato a sostegno di equilibri preesistenti. Serve definire che le persone che lo Stato ha collocato al Forteto hanno diritti specifici che dallo Stato devono essere garantiti. Serve agire in modo coerente per realizzare quella discontinuità nella gestione della Cooperativa Il Forteto, che ancora subisce l’influenza dell’Associazione e con essa dei molti prescritti penalmente per reati accertati in sede civile. Serve una Commissione di Inchiesta Parlamentare che definisca le responsabilità. Per fortuna, il lavoro a fianco delle vittime ci sta insegnando che le persone, nonostante tutto, riescono a farcela, mostrandosi come esempi concreti di speranza e di resilienza. Stare a fianco delle vittime è un insegnamento… Per tutti.












