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Allarme social, l’AI sta rubando i tuoi dati personali senza che tu lo sappia: disattiva subito questa funzione

Pc smartphone AICome disattivare la funzione che permette all'AI di rubare i tuoi dati personali - Okmugello.it

L’AI ti sta rubando i dati personali senza che tu lo sappia: è allarme social, ma puoi disattivare questa funzione. 

Negli ultimi mesi, un tema sta agitando utenti, esperti di privacy e osservatori del mondo digitale: Meta sta utilizzando i contenuti pubblici condivisi su Facebook e Instagram per addestrare la propria intelligenza artificiale.

Una scelta che ha sollevato dubbi, preoccupazioni e un’ondata di richieste di chiarimento. Il motivo è semplice: molti utenti non sanno che questo trattamento dei dati è attivo di default, e che per impedirlo è necessario intervenire manualmente.

L’AI ruba i tuoi dati personali: come intervenire subito

Il risultato è un allarme social che cresce giorno dopo giorno, alimentato dalla sensazione diffusa che l’AI stia “rubando” informazioni personali senza un consenso realmente consapevole. Ma cosa sta accadendo esattamente, e come ci si può tutelare? Meta ha avviato un nuovo processo di raccolta dati per migliorare i propri sistemi di intelligenza artificiale. L’azienda utilizza post pubblici, immagini, commenti, descrizioni e contenuti visibili agli altri utenti come materiale di addestramento per rendere l’AI più precisa, naturale e capace di comprendere il linguaggio umano.

Non si tratta di un dettaglio tecnico: significa che ciò che pubblichiamo ogni giorno – dalle foto delle vacanze ai commenti sotto un post – può diventare parte dei dataset che alimentano i modelli di Meta AI. Una scelta che, pur essendo conforme alle normative europee, ha un impatto diretto sulla privacy degli utenti. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dell’intelligenza artificiale integrata nei servizi dell’azienda. Per farlo, Meta ha bisogno di grandi quantità di contenuti reali, prodotti dagli utenti. Testi, immagini e interazioni pubbliche diventano così esempi utili per “insegnare” all’AI come rispondere, interpretare e generare contenuti in modo più naturale.

Il punto critico è che non serve alcuna azione da parte dell’utente: se non si interviene, Meta considera il consenso come implicito. Se non invii un’opposizione formale, Meta continuerà a utilizzare i tuoi contenuti pubblici per addestrare l’AI. Non si tratta di un furto di dati, ma di un trattamento automatico previsto dalle condizioni d’uso aggiornate. Molti utenti, però, non condividono questa impostazione e preferiscono mantenere un controllo più stretto sulle proprie informazioni personali. Per questo Meta ha messo a disposizione un modulo ufficiale per esercitare il diritto di opposizione.

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L’AI ruba i tuoi dati personali: come disattivare la funzione – Okmugello.it

Il modulo di opposizione è disponibile:

  • nelle impostazioni di Facebook e Instagram
  • nel Centro assistenza, cercando “opposizione trattamento dati AI”

È un documento ufficiale che permette di esercitare i diritti previsti dal GDPR. Il modulo richiede pochi dati:

  • nome e cognome
  • email associata all’account
  • una breve motivazione (basta una frase: “Non desidero che i miei contenuti siano utilizzati per l’addestramento dell’AI”)

Dopo l’invio, Meta invia un’email di conferma. L’effetto dell’opposizione è immediato dal momento della ricezione. L’opposizione impedisce a Meta di utilizzare i tuoi contenuti pubblici per addestrare l’AI. Tuttavia, ci sono dei limiti:

  • se un altro utente condivide un tuo contenuto (ad esempio una foto in cui sei taggato), quel contenuto potrebbe comunque essere analizzato
  • Meta può continuare a utilizzare dati non riconducibili direttamente a te
  • l’AI continuerà a funzionare sulle piattaforme, anche se non userà i tuoi contenuti personali

In altre parole, puoi controllare ciò che pubblichi tu, ma non ciò che gli altri condividono su di te. Sì. Basta compilare nuovamente il modulo e specificare che desideri ritirare l’opposizione. Da quel momento, i tuoi contenuti torneranno a essere utilizzabili per l’addestramento dell’AI. Molti utenti si chiedono perché non sia possibile disattivare completamente Meta AI. La risposta è semplice: l’AI è ormai integrata in modo strutturale nei servizi dell’azienda. Gestisce traduzioni, suggerimenti, interazioni e funzioni interne. Non è una funzione opzionale, ma un sistema centrale.

L’unica scelta possibile per l’utente è limitare l’accesso ai propri dati personali, non eliminare l’AI dalla piattaforma. L’allarme social nasce da una preoccupazione reale: la sensazione di perdere il controllo sui propri dati. La buona notizia è che esiste uno strumento concreto per opporsi all’uso dei contenuti personali da parte di Meta AI. Serve qualche minuto, ma permette di recuperare una parte importante della propria privacy digitale. In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente, conoscere i propri diritti è il primo passo per proteggersi davvero.

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