L’affondo di Giovanni Donzelli nei giorni scorso non è certo passato inosservato. L’accusa, infatti, è stata senza dubbio pesante: esisterebbe un filo conduttore da migliaia di euro che parte dalla Regione, passa per la partecipata Agriambiente Mugello e arriva fino alla cooperativa («La coop-setta»). «Ci hanno preso in giro – ha tuonato Donzelli – Adesso si spiegano le titubanze del Pd e di Enrico Rossi». Prontamente, come si è visto – ma con toni forse troppo pacati, tanto da alimentare il sospetto – Paolo Bambagioni (presidente Pd della commissione d’inchiesta bis) ha risposto al collega di Fratelli d’Italia: «Una speculazione priva di ogni fondamento. La Regione non c’entra niente col Forteto (…) Non c’è nessun interesse economico in gioco che influenza o abbia influenzato in passato le decisioni prese in merito alla vicenda». Ora però, per rimarcare l’infondatezza delle accuse di Donzelli e l’incongruenza delle tesi proposte, ricostruendo tutta la storia dalla propria prospettiva, è intervenuto lo stesso presidente della cooperativa di Barberino, Riccardo Nencini. «Negli anni ’80 – ci racconta dal suo ufficio – la cooperativa “La Mugellana”, ottenne 30 milioni di lire di finanziamento da Ersaf (ente regionale occupato sull’agricoltura); poi confluì nella più grande cooperativa “Il Monte”. Questo a sua volta era già socio del Forteto in qualità di conferitore: cioè forniva prodotti, in questo caso uova e mele, dividendo dopo la vendita gli utili ricavati. Nel 2003 nasce Agriambiene, formato dal Monte e dalla coop di Firenzuola “Cofatr “ (cooperativa operai forestali Appennino Tosco Romagnolo); e ovviamente durante il passaggio, come da codice civile, c’è stata una sorta di eredità delle realtà precedenti. Ecco spiegata la congiunzione. Nulla di straordinario a mio avviso: niente di scandaloso». Andando nel dettaglio si scopre poi che il totale del capitale sociale dell’azienda ammonterebbe a circa 1,2 milioni di euro e quindi, per Nencini, «si capisce come si stia parlando di una piccolissima parte, forse appena il nostro 1%». «Onestamente – ha aggiunto – se mi dicono, contro oltre un milione, che con 15 mila euro (prima 30 milioni in lire) ci controllano dall’esterno, mi sento offeso. Mi sembra poco realistico, no? Poi la nostra partecipazione al Forteto è di 300 euro. Dovremmo avere un ruolo prioritario per questo? Ora, Donzelli è bravo a dire di non ragionar di quote: ma proprio di quello si tratta invece». E poi: «Fa il suo lavoro, certo, e a me non interessa far polemiche, ma qui ha sbagliato perché è andato sopra le righe». Secondo il presidente di Agriambiente, con lo scioglimento dell’Ersaf, il precedente finanziamento diretto sarebbe stato trasformato in un fondo partecipativo, per garantire così il reperimento del denaro dalla liquidazione dello stesso ente; e questo avrebbe portato una conseguenza: l’acquisizione di quote partecipative da parte della Toscana. Di qui, dunque, un residuo trascinato negli anni e nell’iter finanziario che conduce dalla Regione alla struttura di Vicchio. Anche se un legame, nel concreto, non esisterebbe affatto. Nencini si è poi espresso sulla questione della gestione della cooperativa Forteto: «Così non si va sulla strada giusta. E’ stata, ed è, una storia orrenda, e chi deve pagare paghi duramente, ma con questo modo d’agire non si tutela chi lavora e non ha nessuna colpa». Infine: «Va fatta una scissione netta tra fondazione e azienda, e mi sembra di capire che la nuova presidenza stia intraprendendo questo percorso. Non capisco come si possano, spesso e a sproposito, alzare i toni: se uno è colpevole deve essere punito, ma non si può dar la colpa a tutti. Sarebbe come dire che se una cooperativa sbaglia si deve processare tutta la Legacoop nazionale. Mi pare ci sia un punto di vista sbagliato: una cosa è la responsabilità aziendale, della quale si risponde sul piano civile e penale, un’altra è l’organizzazione di rappresentanza. Nel caso di connivenze palesi si prenda atto delle colpe (sono il primo a interessarsene), ma anche cominciare a tutelare là dove è possibile è importante per il territorio».
Forteto, esclusiva OK!Mugello. Agriambiente smentisce i legami, parla il presidente












