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Addio al grande cedro del Libano. Borgo San Lorenzo perde un simbolo storico

Tornando sul cedro, si spera che l’amministrazione comunale, dopo aver restaurato la seduta chiniana...

  • 1899
Il taglio del Cedro di Borgo San Lorenzo Il taglio del Cedro di Borgo San Lorenzo © Aldo Giovannini
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Dopo aver vissuto quasi cento anni, dopo aver visto non meno di cinque generazioni di borghigiani, per una serie di circostanze che non sta a noi elencare, il grande cedro del Libano, vigile sentinella nella piccola piazza del Poggio a Borgo San Lorenzo, ha cessato di vivere. Nacque nel lontano 1931, quando, prelevato a Grezzano nella tenuta della nobil famiglia svizzera dei Dapples, fu piantato in quel posto proprio sopra le fondamenta di una vecchia e puzzolente latrina (Vespasiano), per andare a ingentilire quella piccola piazzetta dove una volta erano erette le trecentesche mura medievali dell’antico Borgo.

Abbiamo letto sui social e sui siti web tantissime prese di posizione dei borghigiani, segno eloquente che l’amarezza e il dispiacere di non vedere più il cedro è tanta. Ma tant’è, se gli addetti ai lavori e gli esperti del settore hanno diagnosticato che l’albero era malato e quindi pericoloso, anche per la posizione dove si trova, è stato deciso l’abbattimento.

Alla nostra ormai tarda età, siamo cresciuti con il cedro, lo abbiamo visto crescere, per il Santo Natale tutto illuminato augurava Buone Feste ai borghigiani e aveva l’onore di avere ai suoi piedi il monumento che ricorda il sacrificio di 109 concittadini che persero la vita durante il bombardamento aereo del 30 dicembre del 1943.

Purtroppo abbiamo visto abbattere tante altre care strutture che potevano essere salvate. Ne ricordiamo qualcuna:

  1. l’Oratorio della Madonna delle Cale in piazza Gramsci, decorato ed ornato dai Chini;

  2. le ciminiere delle Fornaci Brunori, che dovevano restare come archeologia industriale;

  3. le monumentali Logge dei Marroni in piazzale Curtatone e Montanara, per il mercato delle grasce, invidiate da tutto il territorio. Ricordiamo sempre quando un solerte assessore ci disse, dopo le nostre proteste, che verranno abbattute poiché è un edificio costruito ai tempi del ventennio fascista. Furono costruite nel 1889!!

  4. il grande Silos del Consorzio Agrario, dove generazioni di contadini portavano il grano all’ammasso, senza dimenticarsi la palazzina liberty del Consorzio Antitubercolare, unica nel Mugello.

Ci sarebbero altre cose, ma ci fermiamo qui.

Tornando sul cedro, si spera che l’amministrazione comunale, dopo aver restaurato la seduta chiniana e dopo aver ricollocato il gruppo scultoreo che viene riprodotto proprio in questi giorni in bronzo, possa far ripiantare un albero; così, per continuare una storia per le prossime generazioni.

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