Mugello

L’acqua torna pubblica. I comuni toscani rivendicano un risultato storico

Gli amministratori sottolineano come, fino a pochi anni fa, la prospettiva della quotazione in borsa apparisse inevitabile...

Sospesa l'erogazione per lavori

L’approvazione del documento di indirizzo per l’affidamento in house del servizio idrico all’interno della società Plures segna un passaggio significativo verso una gestione completamente pubblica dell’acqua. La decisione rappresenta, secondo numerosi amministratori locali, il punto di arrivo di un percorso politico e amministrativo portato avanti negli ultimi anni da diversi comuni toscani, che avevano espresso con forza la volontà di mantenere il controllo pubblico su un servizio considerato essenziale.

I sindaci dei comuni di Agliana, Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio hanno manifestato soddisfazione per l’esito della decisione assunta in sede AIT. Secondo i primi cittadini, il passaggio alla gestione pubblica risponde alle indicazioni espresse dai cittadini nel referendum del 2011 e rappresenta un risultato di grande rilievo per le amministrazioni che si sono opposte nel tempo sia alla quotazione in borsa della multiutility sia all’ipotesi di una società mista per la gestione del servizio idrico.

Gli amministratori sottolineano come, fino a pochi anni fa, la prospettiva della quotazione in borsa apparisse inevitabile. L’evoluzione del dibattito politico e istituzionale ha invece portato a una soluzione diversa, in cui il controllo pubblico torna a essere centrale. Secondo i sindaci, questo risultato dimostrerebbe la possibilità per la politica di orientare le scelte strategiche sui servizi pubblici, privilegiando l’interesse collettivo rispetto alle logiche di mercato.

Il nuovo assetto prevede anche una revisione dello statuto della società Plures. Tra le modifiche previste vi è l’eliminazione dei riferimenti alla quotazione in borsa e l’introduzione del principio del controllo analogo sul gestore del servizio idrico integrato. Questo meccanismo rafforzerà il ruolo dei comuni soci nella governance e nelle decisioni strategiche.

La revisione statutaria rappresenterà inoltre un’occasione per avviare un confronto tra le amministrazioni locali sui modelli di governance della multiutility. Tra gli obiettivi indicati figurano il rafforzamento del monitoraggio economico e finanziario sugli investimenti e sulle spese, una maggiore trasparenza gestionale e la tutela dell’interesse pubblico, con attenzione anche alle garanzie per i lavoratori e alla stabilità occupazionale. In questa prospettiva, i comuni intendono riaffermare il proprio ruolo di protagonisti nella gestione di un servizio ritenuto fondamentale per i territori e per i cittadini.

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