Scarperia. ‘L’impianto non brucerà rifiuti’, ma le opposizioni protestano

Nicola Di Renzone

Scarperia. ‘L’impianto non brucerà rifiuti’, ma le opposizioni protestano

Scarperia. ‘L’impianto non brucerà rifiuti’, ma le opposizioni protestano
11/02/2015

incontro scarperia apertura

“Non bruceremo neanche un chilogrammo di rifiuti nell’impianto a biomasse di Scarperia (località La Torre), ma solo legname e potature”. E’ l’impegno preso pubblicamente questa mattina (martedì 10 febbraio) dal presidente di Renovo, Stefano Arvati, nel corso di un convegno che si è tenuto presso il Palazzo dei Vicari per illustrare proprio il progetto di costruire un impianto a biomasse in Mugello.

Arvati ha annunciato (nonostante l’incontro di stamani fosse riservato alla stampa e agli addetti ai lavori, creando più di una polemica) la massima disponibilità all’informazione. Ed ha annunciato un accordo con consorzio di cooperative sociali per far lavorare persone svantaggiate e per valorizzare le risorse presenti sul territorio. Spiegando che, secondo gli studi di Renovo, l’impianto avrà emissioni di molto inferiori a quelle previste dalla legge.

Nel dettaglio nell’area Pianvallico (per intendersi davanti allo stabilimento Chi-Ma) sorgerà un impianto a cogenerazione e un impianto per la produzione del pellet (con tanto di area per lo stoccaggio delle biomasse). Per una produzione di Pellet che potrà variare tra le 40mila e le 60mila tonnellate anno. Con il progetto di distribuire anche un pellet con marchio del Mugello. L’impianto cogenerativo produrrà 8mila megawatt di energia e 30mila megawatt termici. Questi ultimi daranno daranno energia termica a fabbriche vicine e saranno utilizzati per essiccare il legno destinato alla produzione del pellet.

Uno striscione di protesta

Uno striscione di protesta

Intanto, però, in Mugello sta nascendo un comitato, che per ora risponde al nome ‘nascente comitato contro l’inceneritore’. Ed i cui membri, proprio questa mattina, fuori dal Palazzo di Vicari hanno dato vita ad una piccola manifestazione per denunciare quelle che, a loro dire, sono vere e proprie ‘storture’. Su un lungo articolo pubblicato sul blog ‘ildado.info’ (clicca qui) si possono leggere, in maniera approfondita, le loro argomentazioni. Il pomo della discordia, infatti, starebbe niente più che nella definizione di ‘biomasse’. Con gli oppositori che non si fidano di quanto dichiarato dalla Renovo e temono che, queste le loro parole: “Si finirà, come è successo dappertutto, per bruciare ogni tipologia di rifiuto”. Per correttezza, però, va detto che il nuovo impianto non avrebbe l’autorizzazione legale per bruciare rifiuti.

La mattinata era iniziata con il breve saluto del sindaco di Scarperia e San Piero, Federico Ignesti. Che, nel suo breve intervento è entrato anche nel merito di una delle polemiche sollevate in questi giorni, ossia il fatto che l’incontro fosse riservato agli addetti ai lavori, ai consiglieri comunali ed alla stampa: “Quella di stamani – ha detto – è stata pensata non come un’assemblea a cui non possono partecipare i cittadini, ma come un momento nel quale informare consiglieri e giornalisti; che potranno poi informare a loro volta l’opinione pubblica”.

Al centro Stefano Arvati, presididente di Renovo Bioenergy

Al centro Stefano Arvati, presidente di Renovo Bioenergy

A seguire il moderatore Johnny Tagliaferri ha dato la parola a Marino Berton: direttore generale Aiel (Associazione italiana energie agroforestali). Il suo intervento, ha spiegato, è stato volto per lo più a contestualizzare il progetto mugellano. Ed infatti ha parlato a lungo della filiera bosco – energia e delle potenzialità del legname e del patrimonio forestale italiano. Patrimonio che, negli ultimi 50 anni è praticamente raddoppiato: da 5,5 milioni del 1950 a 10,4 milioni di ettari di oggi (a causa dell’abbandono). Ed ha messo in luce il paradosso tra questo patrimonio che aumenta ed il fatto che l’Italia sia il primo importatore dall’estero di legna di ardere.

Ed ha spiegato che  in Italia vi sono, naturalmente, innumerevoli stufe, camini e caldaie. Ma la gran parte di questi è da sostituire. Illustrando che, se obsoleti, anche i camini a legna producono polveri sottili. Alla mattinata ha partecipato anche Edoardo Zanchini (Legambiente). Che ha dichiarato che, sulla carta, l’impianto di Scarperia è un progetto che convince. Certo ponendo delle condizioni: soprattutto facendo in modo che il territorio sia protagonista ed informando in maniera corretta i cittadini.

Ai lavori erano presenti i sindaci del Mugello, tra i quali il sindaco di Vicchio, Roberto Izzo, il sindaco di Borgo, Paolo Omoboni, il sindaco di San Piero e Scarperia, Federico Ignesti. All’esposizione sono seguite domande e dibattito. Momento nel quale sono state approfondite molte tematiche, tra le quali inquinamento atmosferico, smaltimento dei fumi, impatto ambientale. Il sindaco Ignesti ha risposto alla questione della scarsa informazione. Ha rigettato questa tesi, spiegando che l’amministrazione avrebbe fatto i passi necessari, come precedenti convegni sul tema forestale. E poi conoccasioni di informazione per i Consiglieri Comunali.

Ma le riposte non paiono aver convinto le opposizioni, con Alleva e Castelli rigettando la tesi per la quale vi sarebbero degli aspetti tenuti nascosti. C’è stata polemica. Con Alleva e Castelli che hanno duramente contestato l’intervento di Ignesti. E con altri interventi che hanno sollevato i temi dell’approvvigionamento del materiale o della scarsa comunicazione.

Nicola Di Renzone


Direttore responsabile della testata giornalistica OK!Mugello.

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13 commenti

  1. Bernardo Longoni ha detto:

    GLI IMPIANTI A BIOMASSA SOLIDA NEI COMUNI ITALIANI
    Sole, vento, acqua, terra, biomasse. La mappatura delle fonti rinnovabili nel territorio italiano
    RAPPORTO DI LEGAMBIENTE
    Sono 704 i Comuni che hanno installato sul proprio territorio impianti a biomassa per una potenza complessiva di 865 MW elettrici e 1.060 MW termici, facendo registrare un incremento dell’8% nel numero di Comuni. Tra questi possiamo distinguere 81 Comuni in cui viene prodotta sia energia elettrica che termica per una potenza di 238 MW elettrici e 730 MW termici e 341 Comuni in cui, invece, sono presenti impianti a biomasse solide che producono solo energia termica per una potenza di 1.060 MW. Come si può vedere dalla cartina dell’Italia la distribuzione degli impianti a biomassa si concentra soprattutto al Centro Nord e nelle aree interne, mentre al Sud gli impianti sono collocati per lo più nelle aree costiere e vicino ai porti proprio perché utilizzano spesso biomasse provenienti dall’estero.
    …………. Proprio il corretto dimensionamento degli impianti risulta fondamentale per garantirne la sostenibilità e evitare l’importazione di materia prima, come avviene nel caso di grandi centrali, dove, proprio per sopperire alla grande richiesta di biomassa, questa viene importata da altri continenti, annullando di fatto la sostenibilità degli impianti.
    Controllare sempre, dire NO per partito preso MAI

  2. Andrea Dini ha detto:

    L’energia non si misura in megawatt!

  3. Ok Mugello ha detto:

    Gentile Andrea, probabilmente (anzi certamente) non siamo degli esperti, ma è quello che ci hanno detto questa mattina, forse per semplificare l’esposizione. Grazie per la precisazione, la redazione

  4. Andrea Dini ha detto:

    Ok Mugello la mia precisazione non era rivolta a voi ma a chi vorrebbe esercire l’impianto…e visto che tratta l’energia come una potenza mi lascia seri dubbi sulla propria competenza.

  5. Bernardo Longoni ha detto:

    Caro Ok Mugello vorrei capire perchè definite Alleva e Castelli come opposizione

  6. Bernardo Longoni ha detto:

    “Si finirà, come è successo dappertutto, per bruciare ogni tipologia di rifiuto”. Cosa è questa la nuova politica? E’ la sindrome di NIMBY, la paura di tutto quello che è nuovo.

  7. PESCA ha detto:

    addio bei boschi….rimarremo senza ossigeno

  8. Rita Falli ha detto:

    Stamattina parlavano di 8000 MWh di energia elettrica non di MW. Comunque FINALMENTE avete pubblicato un articolo degno dell’argomento, visto che finora avete dato spazio solo a lettere contrarie e soprattutto prive di fondamenti scientifici.

  9. Bernardo Longoni ha detto:

    Basta vedere quiello che è successo per l’inmpianto inserito nel piano provinciale di FALTONA. Sembrava dovesse inquinare le vette del Kilimangiaro.
    il 31 gennaio scorso c’è stata una visita del Comitato Rifiuti Zero Mugello e di Piera Ballabio. Non abbiamo visto report della visita, forse purtroppo, (sic) andava tutto bene ?

  10. TatianaBertini ha detto:

    Volevo fare due precisazioni: l’autorizzazione ad oggi concessa è per una centrale a Biomasse di 0.999 Mw Elettrici. Riguardo alla cogenerazione per produrre Pellet o per il teleriscaldamento per il momento è una ipotesi di progetto non ancora autorizzata. Ricordo che quella è una zona metanizzata e non sono a conoscenza al momento di industrie od altro che concretamente abbiano mostrato interessate al teleriscaldamento.

  11. PESCA ha detto:

    caro Arvati, in carcere non ci va nessuno….solo i disgraziati

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