Il bicentenario di Don Giotto Ulivi (1820-2020). Ecco chi era e cosa ha fatto

A lui è stato intitolato il liceo di Borgo San Lorenzo. Ecco perché

Cultura
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di Aldo Giovannini
Iconografia di don Giotto Ulivi
Iconografia di don Giotto Ulivi © Foto Aldo Giovannini

Fra i tanti anniversari che hanno caratterizzato la fine del ‘900 e parte degli anni 2000, in tutti i campi e in tutti i settori, vogliamo ricordare agli Enti e alle Istituzioni preposte (Municipio, Chiesa, Scuola, Scienza Comitato Risorgimento), che in questo 2020 (e precisamente il 5 aprile) è il duecentesimo anniversario della nascita a Borgo San Lorenzo in Via di Malacoda (via Mazzini), di uno dei più importanti de straordinari personaggi mugellani: don Giotto Ulivi (1820- 1892).

Ecco una sua breve biografia:“- Giotto Ulivi, anzi don Giotto Ulivi, parroco a Sant’Andrea a Gricignano, una chiesetta ora soppressa che si trovava in una vaga collinetta fra Viterete e il Poggiolo (Le Salaiole) e poi fino alla morte Pievano di San Lorenzo a Campi Bisenzio, nacque da una vecchia e notabile famiglia borghigiana (gli Ulivi li ritroviamo a metà ‘500 nel castello di Borgo), il 5 aprile 1820 in via Mazzini proprio a pochi metri da Porta Fiorentina (come testimonia una lapide marmorea in ricordo sul muro della casa natia).

Al di là di una precisa scelta religiosa, fin dalla giovinezza don Giotto Ulivi si dedicò completamente alla cultura delle api, divenendo in pochi anni un valentissimo cultore e teorico di “Apicultura”; e fondando addirittura una Accademia Apistica con Crivelli, Visconti e Dubini (e compilando anche il giornale “ Le Api Italiche”). Insomma uno 'studiosissimo' in questo ramo scientifico.

Il compendio teorico-pratico d’apicultura nazionale, compilato da don Giotto Ulivi nel 1869 con i tipi della “Cenniana”, è uno studio talmente profondo ed accurato che, anche ai nostri giorni, viene consultato nelle Università italiane quando gli allievi propongono Tesi sulla scienza apistica.

Fu un grande personaggio ed eroe risorgimentale, un prete “liberale” come si direbbe oggi giorno. Fu arrestato nelle cantine della farmacia Bandini in via del Canto, mentre con altri amici presenziava ad una riunione segreta. Subì il carcere alle Murate di Firenze (come scrivemmo in un lungo e circostanziato articolo sul mensile il Filo – 2011), in pieno Granducato di Toscana, per le sue idee liberali di una Italia unita e libera. Quando morì a 72 anni, il 9 febbraio 1892, il popolo di San Lorenzo a Campi Bisenzio (per ricordare questo grande sacerdote e scienziato) fece installare una lapide ricordo con la sua immagine in bassorilievo (opera dello scultore Mario Ricci).

Borgo San Lorenzo ha dedicato a questo suo figlio una strada e nel 1983 ha chiamato “Giotto Ulivi” (forse era meglio denominarlo “Don Giotto Ulivi” dato che era un sacerdote), il nuovo grande plesso scolastico in via Pietro Caiani: il Liceo Statale “Giotto Ulivi”. Speriamo che questo grande borghigiano, nel duecentesimo anniversario della nascita (1820.2020), sia dignitosamente e decorosamente ricordato.

Nella foto in alto: Iconografia di don Giotto Ulivi. La lapide marmorea in via Mazzini sull’edificio dove nacque e l’atto di Battesimo della Pieve di San Lorenzo.

(Foto e archivio A.Giovannini)

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