Una brutta vicenda

La storia di Mattia. 26enne aggredito nel centro di Borgo. Da un cane, dal padrone e altri ragazzi

Il giovane ha scritto una lettera aperta al sindaco Paolo Omoboni. E dice: "Ho avuto paura di morire"

Cronaca
visibility14994 - lunedì 02 novembre 2020
di Redazione
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Aggressione © N.c.

Aggiornamento delle 18 - In una nota delle forze dell'ordine si legge che per questa brutta vicenda i Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo hanno deferito in stato di libertà con l’accusa dei reati di lesioni personali aggravate, in concorso, e omessa custodia e mal governo di animali H.A., dell’Etiopia, classe ’95, I.P., rumeno, classe ’94, L.K., lucano, classe ’01, tutti abitanti a Borgo San Lorenzo.

Sabato sera un ragazzo di 25 anni in Piazza Dante a Borgo è stato aggredito e malmenato da tre giovani ragazzi e dal loro cane (che, senza guinzaglio, aveva aggredito il suo cane). Per fortuna sono intervenute alcune persone, tra cui prima un carabiniere libero dal servizio, che lo hanno 'salvato' dall'aggressione, rimediando però anche loro dei morsi. E ora dice: 'Ho avuto paura di morire'. Ma ecco la sua lettera al sindaco:

Il mio nome è Mattia Nannini. Ho 25 anni, 26 tra quattro giorni, e sono cittadino di Borgo San Lorenzo da oltre un anno. Vorrei poterle scrivere per qualsiasi altro motivo. Vorrei poter dire che a Borgo San Lorenzo sto vivendo la mia vita in tranquillità, lontano dal caos fiorentino, dall'inquinamento, da situazioni come quella in cui sono adesso.
Vorrei poterle fare i complimenti.
Ma non posso. Davvero non posso.
E perché tutto questo? Perché in quanto cittadino di questo bel comune nel Mugello, non posso neanche uscire di casa senza avere paura. Paura di perdere qualcosa. Paura di farmi male. Paura di morire. E stavolta, c'è mancato poco.
Adoro Piazza Dante. È da quando ero bambino che mi è sempre piaciuto passeggiarci. Anche stasera ho pensato di farci un salto, insieme a Hanzo, il mio amico a quattro zampe.
Non avrei dovuto permettermi. Ci ho trovato una mia vecchia conoscenza. Non una piacevole. Un ragazzotto sui vent'anni e il suo, di amico a quattro zampe. Un bell'esemplare di Amstaff. Energico, aggressivo, sciolto.
Ci era già capitato un incontro spiacevole, verso il ponte della ferrovia di Rimorelli, su Viale Kennedy. Il suo cane, quella volta come questa, era sciolto e ha aggredito il mio. Da allora, tutte le volte che l'ho incontrato (non so neanche come si chiama) gli ricordo di tenerlo al guinzaglio.
Non perché voglia fare il maestrino della situazione. Fare il maestrino mi fa schifo. È solo perché non riesco a sopportare l'idea che qualcosa o qualcuno possa portarmi via il cane. Anche stasera, però, mi sono ritrovato a fare il maestrino.
E di tutta risposta, il mio cane è stato aggredito di nuovo. Pensavo "non stavolta" e ho tirato un calcio all'altro per difendere Hanzo. Cosa che non è piaciuta al padrone e ai suoi amici. In tre hanno cominciato a colpirmi senza tregua, senza sosta finché non sono caduto a terra, lontano dal mio cane, nell'angolo della piazza più vicino al comune. Hanzo è scappato via (e menomale) quindi l'Amstaff ha avuto tutto il tempo di concentrarsi su di me.
Mi ha morso alla gamba, alla parte posteriore della coscia destra, e ha cominciato a strappare. In quella situazione, senza respiro, colpito alla testa e al corpo da tre aggressori contemporaneamente, col cane che mi squarciava la carne, mi sono sentito morire. Non ero pronto.
Dicono che ti passi tutta la vita davanti agli occhi in quella situazione. A me non è successo.
Tutto quello che sono riuscito a pensare è stato "Che modo stupido di morire. Ammazzato così, perché mi sono permesso di portare fuori il cane il sabato sera." E sì, forse me la sono cercata, forse non avrei dovuto cercare di far rispettare la legge a qualcuno che della legge se ne frega altamente. Dopotutto, volevo solo stare tranquillo io e far stare tranquilli tutti i presenti.
Avevo paura. Non mi ero mai trovato in una situazione simile prima di allora, e ho cominciato a urlare con tutto il fiato che avevo in corpo. I soccorsi sono arrivati subito, e mi hanno salvato la vita.
Un signore sulla cinquantina, un giovane carabiniere e tutta la piazza si sono mossi per aiutarmi. I primi due sono stati azzannati anche loro, sempre dallo stesso cane. Dopo essere stato separato dai miei aggressori, questi hanno continuato ad attaccarmi. Il padrone dell'Amstaff lo ha anche alzato per il collare, minacciandomi "ora ti faccio mordere per davvero!"
Insomma, una tranquilla seratina nel centro dell'amabile Borgo. Ma cosa è diventata questa città? È possibile che non si possa neanche più uscire di casa e fare una cosa quotidiana e comune come portare fuori il cane? È possibile che questi soggetti rimangano sempre impuniti? È possibile che perché ho detto a qualcuno di legare il suo cane, peraltro già conosciuto come pericoloso e aggressivo, debba rischiare di morire a due passi da casa mia? No. Non so se lo è anche per lei.
So che non la pensiamo allo stesso modo per altre cose. Durante il primo lockdown, ho fortemente contestato la sua decisione di chiudere i parchi, l'unico posto per passeggiare e fare attività fisica in sicurezza, dove c'è più spazio per stare distanti. Quella era polemica. Questa è una richiesta d'aiuto.
Aiuto, signor Sindaco. La prego, mi aiuti.
A nome mio e a nome di tutti i cittadini di Borgo che per non fare brutti incontri devono prendere altre strade, chinare il capo e sperare che vada tutto bene.
Prenda dei provvedimenti giusti, severi, risolutivi. Riporti Borgo San Lorenzo, il cuore del Mugello, alla tranquillità.
Non voglio morire a casa mia.
Grazie.
Grazie davvero, di cuore.

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commenti
I commenti degli utenti
  • stefano belli ha scritto il 15 novembre 2020 alle 07:48 :

    Alcune razze canine devono essere date in mano a persone esperte perchè dopo fatti così gravi ci scapitano anche gli altri cani. Rispondi a stefano belli

  • annalisa ha scritto il 07 novembre 2020 alle 16:12 :

    A te Mattia tutta la mia solidarietà . Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso. Rispondi a annalisa

  • BM ha scritto il 07 novembre 2020 alle 08:16 :

    povera Patria Rispondi a BM

  • Mugelli Giampiero ha scritto il 04 novembre 2020 alle 10:07 :

    cane senza guinzaglio. aggressione, una volta separati continue minacce. Per certe persone una sola pena due anni di servizio sociale non pagato nelle RSA di zona perché essi imparino: educazione buon senso e socialità e le spese sanitarie dell'aggredito Rispondi a Mugelli Giampiero

  • Basito ha scritto il 03 novembre 2020 alle 08:08 :

    Buongiorno senza entrare in merito all'accaduto ma nessuno si è accorto di quante volte viene ripetuta la frase "a casa mia"? Forse mi sbaglio ma a me vengono i brividi... Rispondi a Basito

    Elisa ha scritto il 15 novembre 2020 alle 14:37 :

    Non credo proprio che Mattia volesse significare che a Borgo non devono essere accolte persone nuove, lui stesso non vi è nato, ma vi si è trasferito anche in cerca di tranquillità. Che siano italiani, stranieri o Mugellani, il problema è che anche "a casa nostra” ovvero nel nostro piccolo e ridente paesino di provincia, circondato dal verde e dove bene o male tutti si conoscono, dove si crede che si possa vivere una vita tranquilla lontano dallo pericoli delle periferie urbane, iniziano ad accadere episodi di bullismo e criminalità. Inizia ad essere pericoloso frequentare certi posti e forse è l’ora di svegliarsi prima che sia troppi tardi. Rispondi a Elisa

    Basita ha scritto il 03 novembre 2020 alle 14:49 :

    Veramente io resto basita dal fatto che questi atteggiamenti non vengano puniti adeguatamente,e resto basita dal fatto che ci sia tutto questo buonismo verso questi soggetti. E sinceramente non trovo nulla di sbagliato nel dire a casa mia!! Rispondi a Basita

    Giovanni ha scritto il 03 novembre 2020 alle 13:43 :

    A me vengono i brividi a leggere certe risposte come la sua. Infatti lei non entra nel merito (badando bene a non esporsi, potrebbe offendere la sensibilità degli aggressori), andando ancora una volta a colpire (come se ce ne fosse bisogno) la vittima. “Quando indichi allo stolto la luna, egli vede il dito, non la luna”. Cordialità. Rispondi a Giovanni

    Paolo ha scritto il 03 novembre 2020 alle 13:16 :

    Due volte mi pare...professore...e quindi??? Uno racconta un fatto spiacevole e gli fai l analisi grammaticale?? Io boh...ci sono seri problemi qua.... Rispondi a Paolo

    Marco ha scritto il 03 novembre 2020 alle 12:44 :

    Se fai caso solo a quello più che basito sei un coglione. Rispondi a Marco