Arresti per concussione. La vittima è un esercizio commerciale di Scarperia

Nei guai sono finiti un dipendente Asl (B.F., 62 anni) e un consulente (N.F. 55 anni)

Cronaca
visibility25812 - martedì 01 ottobre 2019
di Redazione OK!Mugello
Più informazioni su
Carabinieri Borgo
Carabinieri Borgo © Fotocronache Germogli

Aggiornamento di martedì 1 ottobre - Secondo quanto si apprende la vittima del tentativo di concussione di cui abbiamo dato notizia ieri nella nota che segue sarebbe il titolare di un'attività commerciale sita in Scarperia.

Nella mattinata di oggi (lunedì 30 settembre), il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze (Dott. Federico Zampaoli) ha convalidato, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Leopoldo DE GREGORIO, due arresti effettuati nei giorni scorsi (il 27 settembre) dalla Compagnia Carabinieri di Borgo San Lorenzo.

I provvedimenti sono stati eseguiti a Borgo San Lorenzo nella tarda mattinata di venerdì 27 dai Carabinieri del N.O.R.M. – Aliquota Operativa e della Stazione di Scarperia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica fiorentina per il reato di concussione, in concorso, nei confronti di un dipendente della ASL e di un consulente.

Le attività hanno avuto inizio un mese fa, il 29 agosto, quando il personale dell’Arma ha raccolto la denuncia di un imprenditore locale, destinatario di una richiesta prima sibillina, successivamente diretta, di un compenso in denaro, evidentemente non dovuto, a seguito di un controllo effettuato da personale della ASL. Tra questi, il pubblico dipendente 62enne B.F., impiegato all’Ufficio Unità Funzionale Semplice (UFS) Veterinaria e Sicurezza Alimentare della ASL Mugello di Borgo San Lorenzo. Nel corso della verifica, l’imprenditore aveva convocato il suo consulente, il 55enne N.F., operante a Borgo San Lorenzo, al fine di ricevere supporto durante le operazioni. Al termine del controllo, sanzionato per 4.500 €, gli veniva rappresentato che, stante la gravità di quanto emerso dalle verifiche, avrebbe potuto subire la chiusura del locale ed un ulteriore controllo, da parte di altra Forza di Polizia, per accertamenti con probabili risvolti penali.

Nella giornata del 12 agosto, recatosi assieme al suo consulente presso gli uffici della ASL per il disbrigo di altre formalità conseguenti all’ispezione ricevuta, all'imprenditore un impiegato, B.F., preposto alla trattazione della pratica, aveva spiegato che in occasione del controllo gli era stato “lanciato il salvagente”. Il 27 agosto, però, il consulente (N.F.) aveva spiegato alla vittima che per “il trattamento” ricevuto non poteva bastare un semplice “grazie” ma, per “sanare” la situazione, era necessario ricompensare i controllori. Lui stesso si sarebbe poi occupato di consegnare il denaro, quantificato in una prima fase in tremila euro, al pubblico ufficiale.

Le indagini hanno consentito di rilevare come il consulente non solo si sia prestato a fare da tramite nello scambio illecito ma abbia anche esercitato pressioni nei confronti della vittima, chiedendogli di dare quanto prima una risposta al loro “amico”.

È stato lo stesso denunciante, il 12 settembre, a segnalare all’Arma le sollecitazioni ricevute nei giorni seguenti da parte di B.F., pervenutegli per il tramite di N.F., tanto da indurlo ad affermare ai militari che “stava pressando di brutto”. L’argomento utilizzato per ottenere quanto richiesto sarebbe stato quello del trattamento di favore ricevuto, giacché a fronte di sanzioni per complessivi 14.800 euro, ne avrebbe dovuto pagare “solo” 4.500.

È così, allora, che il 26 settembre decide di consegnare la somma di € 2.000 all’intermediario, informandone però i Carabinieri.

Nella prima mattinata di venerdì scorso, durante un mirato servizio di osservazione, gli investigatori hanno fermato B.F. (l'impiegato indagato) con la somma di denaro poco prima ricevuta da N.F.. Entrambi sono stati tratti in arresto in flagranza di reato. Nella giornata odierna, nel convalidare gli arresti, il GIP ha disposto nei loro confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari presso le rispettive residenze.

Deve precisarsi che B.F. è l’unico pubblico ufficiale sottoposto alle indagini.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti