Nuova scuola a Vaglia. Niente da fare per i fondi Pnrr. Ecco perché

Lo annuncia il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi

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visibility279 - sabato 22 gennaio 2022
di Redazione
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Il Pnrr 'negato' a Vaglia
Il Pnrr 'negato' a Vaglia © n.c

Ecco perché Vaglia non potrà accedere ai fon di del Pnrr per la costruzione della nuova scuola. Lo spiega il sindaco Borchi:

“Duecentotrentacinque miliardi di euro dall’Europa! Tanta roba! Chissà quanti fondi per le scuole?” 800 milioni. “Solo?! Un po’ pochini! A noi ce ne basta qualcuno per poter fare la nuova scuola. Per portare via almeno le classi della Barellai-Manzi di Pratolino, che non sono a norma antisismica.”
No. Non si possono avere. “Perché!?”. Ora ve lo spiego io.

A Vaglia abbiamo pianificato di realizzare un centro Scuola- Spazio-Comunità, dove fosse riunito in unico plesso le tre scuole dell’infanzia, della primaria e delle medie inferiori; partendo dalla necessità di sostituire la scuola Barellai-Manzi di Pratolino che non è adeguabile sismicamente. L’idea in effetti è di fare molto di più di una scuola. Si prevede un centro che, oltre alle aule, disponga di laboratori, auditorium, biblioteca, palestra, attrezzature sportive all’aperto, orti e allevamenti didattici, il tutto fruibile anche oltre l’attività scolastica. Un polo sociale, culturale, sportivo e ricreativo aperto 16 ore al giorno. Il costo di realizzazione si aggira sui 7 milioni di euro.

Naturale che ci affidavamo ai finanziamenti straordinari che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (quest’ultima è la parolina magico-evocativa del momento) doveva mettere sul piatto. Infatti quando è uscito il bando del Ministero dell’Istruzione, “Costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici”, abbiamo esclamato. “Ovvia, ci siamo!”.

Poi andiamo a leggerci il bando e… Intanto questo esce il 2 di dicembre 2021, scade l’8 di febbraio successivo e riporta 19 condizioni base di ammissibilità: bisogna correre. Fra le condizioni c’è anche che la nuova scuola sia costruita sulla vecchia. Cioè si butta giù la vecchia e sulla stessa area si realizza la nuova. Salvo però che la scuola da sostituire non sia in zona a rischio idrogeologico: guarda caso la fattispecie della Barellai. Meno male perché noi la scuola la vogliamo spostare nel capoluogo.

Però un’altra condizione del bando obbliga a che il terreno, su cui verrà la nuova scuola, deve essere già di proprietà dell’ente. Condizione che non soddisfacciamo: il terreno deve essere ancora acquistato.

“Ora me lo dici?! A dicembre quando i bilanci sono chiusi?! Dove li trovo i soldi e come faccio a fare il passaggio di proprietà in meno di un mese durante le festività di Natale?!” Non demordo e contatto la proprietà. Per procura, perché il proprietario dell’area è in Argentina e l’amministratore delegato a Panama. Non rientrano fino a marzo.

Riscontro la loro disponibilità e si riesce anche, a tempo di record (grazie Pollodoro!), a frazionare catastalmente le particelle che andiamo ad acquisire! La Cassa Depositi e Prestiti, nelle loro persone dipendenti, squisite, che già ci seguono nell’operazione di messa a bando del progetto, ci garantiscono il rilascio del finanziamento a…tempo di record: 20 giorni. Spettacolare! Ce la possiamo fare.

Poi ci vengono dei dubbi, che cerchiamo di risolvere seguendo le videoconferenze di istruzione dell’ufficio del Ministero e inoltrando alcuni quesiti agli uffici competenti. Il bando parla di demolizione della scuola da sostituire: “Anche se la delocalizzo?”.

“Sì, si deve”. “Ma la parte più antica del Barellai è vincolata storicamente: non la posso abbattere. E allora?”. “O si demolisce tutto o non si ha diritto al finanziamento”. “Ma scusate, ammesso che possa demolire la scuola, per il tempo che mi occorre ricostruire la nuova, me ne finanziate una temporanea, che si stima costi 1,5 milioni di €?”. “No, non è previsto”. “Ma almeno posso ricostruire la nuova più grande, visto che le aule attuali non sono sufficientemente capienti e che vorrei accorpare anche le quattro aule della primaria di Vaglia?”. “Può solo incrementare la superficie del 5%”. “E’ un’inezia, non mi è sufficiente”.

Allora ricapitoliamo:

a) la scuola da sostituire, la Barellai-Manzi, la devo demolire totalmente. Però per la parte più antica non è permesso. Ma anche se fosse possibile andrei a perdere un capitale di 1,8/2 milioni di €, più il costo della demolizione un altro mezzo milione (che non è chiaro se è finanziabile).
b) non mi finanziate una scuola temporanea (almeno per 3 anni) che mi costa 1,5 milioni di €.
c) non posso realizzare una scuola nuova debitamente adeguata in quanto ad ampiezza e che possa contenere anche le altre quattro aule della primaria.

Ma l’avete pensate sul water al gabinetto mentre leggevate Topolino?!
Questa non è un’occasione per svecchiare il patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, adeguarla sismicamente secondo gli standard funzionali di una scuola moderna.
No grazie Europa. No grazie Ministero. Tenetevi i vostri soldi. Non conviene per nulla.
E allora? Ci riproveremo con i fondi strutturali. Avanti con l’acquisto del terreno, avanti con la progettazione.

Augh.
Il Sindaco Leonardo

 

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