Anche a Borgo le antiche Buchette del Vino. Ecco dove

Negli ultimi giorni, in tempi di pandemia, si è tornati a parlare delle antiche buchette che, a Firenze ma anche in altri luoghi, permettevano alle botteghe di 'passare' i fiaschi senza contatti. Anche a Borgo ce ne sono due...

Attualità
visibility1536 - giovedì 07 gennaio 2021
di Aldo Giovannini
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La “buchetta” nel vicolo di Sant’Omobono a Borgo San Lorenzo
La “buchetta” nel vicolo di Sant’Omobono a Borgo San Lorenzo © Aldo Giovannini

I nostri lettori avranno seguito l’evolversi della pandemia a Firenze, con le molteplici restrizioni e fra queste il contatto diretto fra esercenti e clienti. E per questo sono state riscoperte e riaperte alcune antiche “buchette”  attigue alle botteghe che vendono vino ed alcolici, affinchè come sopra scritto, non ci sia contatto fra il venditore e il cliente. Sistemi che proliferarno nei tempi di pandemie ed infezioni, come la peste, il colera, il vaiolo etc, etc.

Osservando sui quotidiani (La Nazione ha dedicato addirittura una intera pagina) e sulle varie emittenti televisive questi piccoli pertugi, che somigliano a piccoli “tabernacoli”, riscoperti in qualche antica strada fiorentina ed anche in alcuni storici paesi toscani (fra gli altri una a San Gimignano e l’altra a Certaldo), ci siamo ricordati che anche Borgo San Lorenzo ha la sua “buchetta” nello stretto vicolo di Sant’Omobono che collega la strada antistante la Pieve e il primo nucleo abitativo del castello borghigiano: piazza di Castelvecchio.

Nonostante certosine ricerche, non sappiamo qual’era la bottega che usufruiva della “buchetta”; senza dubbio un piccolo emporio di mescita di vino, però siamo a conoscenza che fra la metà dell’800 e il ‘900,  questo fondo era  adibito a vendita di ceste e botti (Vigiani), quindi una officina di riparazione di biciclette (Donatini), successivamente una rivendita di cereali (Verdi), poi la prima sede del Circolo “La Comune”, ed attualmente un negozio (Guidacci) di coltelleria.

Una cosa è certa, anticamente in quella bottega si vendeva ….vino! Ma c’è altra “buchetta” a trenta metri di distanza, cioè all’interno dell’antico Oratorio (risale al ‘400) di Sant’Omobono, a destra dopo l’ingresso della chiesa. Non sappiamo minimamente perché questa testimonianza sia ubicata all’interno di un edificio sacro. Facciamo una ipotesi; tanti secoli orsono (appunto nel ‘400) il castello borghigiano (come del resto altri antichi paesi) era molto più basso (circa 40 anni orsono durante dei lavori davanti alla Pieve  fu ritrovato un ponticello in mattonatura!) e quindi la “buchetta” di Sant’Omobono era ad altezza d’uomo e dato che la Compagnia proprietaria dell’Oratorio era una associazione che aiutava i poveri e i mendicanti, molto probabilmente i “confratelli” (nostro quinquisnonno Agostino Giovannini, nel 1795, era Governatore) per non farsi vedere come voleva la regola, consegnavano le vivande attraverso la “buchetta”. Piccole e semplici storie, non di alto intelletto culturale, come abbiamo sempre detto e scritto, ma che ci riportano alla vita sociale ed umana, in un tempo ormai lontanissimo. E la storia delle “buchette” rimaste nel “cuore” dell’antico Borgo,  ce lo confermano. 

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I commenti degli utenti
  • Marilisa Cantini ha scritto il 08 gennaio 2021 alle 21:37 :

    Grazie, Aldo.Interessantissima come sempre la tua ricerca! Marilisa Rispondi a Marilisa Cantini