Fiammetta Capirossi e le Biomasse. La posizione della candidata

Redazione OK!Mugello

Fiammetta Capirossi e le Biomasse. La posizione della candidata

Fiammetta Capirossi e le Biomasse. La posizione della candidata
08/05/2015

capirossi-fiammettaFiammetta Capirossi, attuale assessore alla Sanità del Comune di Scarperia e San Piero, candidata al Consiglio Regionale nelle prossime elezioni, esplicita la sua posizione sul discusso impianto a biomasse di Petrona. Lo fa con questo lungo comunicato intervista nel quale difende il progetto della sua Giunta ed il ruolo che potrà avere Legambiente in Mugello. Togliendosi anche alcuni ‘sassolini’ nei confronti del Comitato sorto proprio contro il progetto. Buona lettura…

Cosa verrà costruito a Petrona? Esiste sul territorio del Mugello la produzione necessaria per alimentare la centrale? O piuttosto non sarà necessario reperire le biomasse altrove causando quindi un inquinamento a livello di aumento del traffico su strada? La filiera, quindi, sarà veramente corta?

Sgombriamo l’orizzonte da qualunque fraintendimento: non è un inceneritore. Si parla di ‘inceneritore’ quando si bruciano dei rifiuti, e a Petrona non saranno bruciati rifiuti ma biomasse. Nello specifico, tra le prescrizioni speciali delle autorizzazioni, potrà essere usato come combustibile ‘legno prefrantumato e scarti di legno vergine, sottoprodotti della gestione del bosco, vinacce di bianco (che vengono tolte dal prodotto prima che inizi la vinificazione e che quindi non subiscono il naturale processo chimico di quelli provenienti da rosso). Il progetto prevede, accanto alla centrale, un impianto di produzione del pellet; l’energia termoelettrica ottenuta dalla combustione di biomassa e dagli stessi scarti della lavorazione del pellet viene impiegata nel processo produttivo. Dell’energia prodotta dalla centrale 1 megawatt sarà di energia elettrica e 4 megawatt di energia termica per l’essiccazione del pellet; in questo senso nell’autorizzazione provinciale si parla di “cogenerazione”.

Inoltre sono stati attivati alcuni contatti con le aziende limitrofe per sviluppare un processo di teleriscaldamento che porterà alle aziende stesse risparmi in termini di costi energetici.

Il pellet prodotto in filiera corta consente di conoscere cosa bruci, oltre alla qualità e all’origine. In Italia su 3.300.000 tonnellate di legna utilizzata, se ne importa oltre il 90%.  Questo significa avere a cuore l’ambiente, perché trasportare tonnellate di pellet da Canada e Ucraina significa un’enorme produzione di CO2 con effetti negativi sull’effetto serra.

La filiera deve essere corta: Legambiente garantisce appoggio su questo argomento. Mi spiego: Renovo deve reperire biomassa in un raggio di 70km, altrimenti si perderà l’equilibrio tra co2 consumata dalla pianta e quella reimmessa nell’aria e Legambiente toglierà l’appoggio al progetto stesso. Negli ultimi 50 anni la superficie di bosco è raddoppiata in Italia e la Toscana è la regione con più boschi; in questo senso, nei 70km di raggio si potrà raggiungere Siena, Arezzo, Volterra e la Garfagnana e il versante appenninico dell’Emilia Romagna. Questa centrale, inoltre, non reperisce biomassa in formato cippato solo per produrre energia elettrica, ma biomassa per produrre pellet, che viene prodotto da piante con poca corteccia: in questo senso verranno adoperati abete, faggio e castagno (perché hanno poca corteccia, che è quella che produce residuo). Renovo può usare la quercia, perché grazie ad una tecnologia tutta italiana di scarnificazione del legno potrà produrre pellet con un un residuo basso, di tipologia A1. Aggiungo un dato in merito alle preoccupazioni relative al possibile aumento di traffico su strada: con i vigili dell’Unione dei Comuni, abbiamo analizzato il flusso veicolare sul tratto stradale di La Torre/Petrona:  in un’ora, calcolando il lasso temporale 12.30-13.30 e 14:00-15:00, abbiamo riscontrato il passaggi di 1000 macchine l’ora. L’effetto complessivo sul traffico dell’impianto sarà davvero minima, ovvero un aumento dello 0.2% orario.

Quale sarà il progetto di Renovo in merito all’utilizzo della risorsa-bosco?

In Italia si usa il 40% della ricrescita della parte boscata: in Austria, per fare una comparazione, si arriva fino al 90% di questa risorsa, anche con centrali a biomasse. Si andrà a tagliare il bosco, si ricreeranno sentieri e strade di accesso mitigando eventuali cause di criticità idrogeologiche. Non ci sarà necessità di modifica delle colture, perché alcunché sarà raso al suolo. Nel progetto di Renovo, inoltre, saranno coinvolte una serie di imprese: il problema da tenere sotto osservazione non sarà tanto quello del taglio incontrollato, già strettamente regolamento dalla Regione Toscana, piuttosto quello di organizzare il lavoro degli operatori in ambito boschivo, ma la soluzione opzionata da Renovo ci offre le necessarie tutele. La costituzione di una rete di imprese per il taglio del bosco offrirà garanzie che oggi, troppo spesso, vengono a mancare, in un settore che continua a procurare troppi morti sul lavoro.

Si è sviluppato un Comitato anti-impianto che ha coinvolto numerosi cittadini.

Il Comitato ha tradotto la mozione portata in Consiglio Comunale in un esposto. Questa è l’espressione di un interesse politico: in 17 giorni non è arrivato niente all’amministrazione di cui faccio parte: sono partite lettere aperte e richiami, ma solo dopo aver portato tutto di fronte alla Questura. Su un tema così delicato come la salute, la correttezza e il rispetto dei cittadini devono essere in primo piano, anche rispetto alla politica. La messa in sicurezza del territorio, e il mantenimento di un’alta qualità della vita per i cittadini del Mugello, sono condizioni su cui non transigo e che non possono essere strumentalizzate nel nome di differenti colori politici.  In questo senso, voglio ricordare che il 19 marzo 2014 si è tenuta una conferenza stampa, organizzata dal Movimento 5 Stelle, con la presenza del portavoce al Senato del M5S Gianni Girotto, di Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente alla Camera del Partito Democratico, insieme a numerosi esperti del settore, tra cui il geologo Mario Tozzi; in tale sede la Commissione si è espressa in favore di impianti alimentati con energia prodotta da fonti rinnovabili, quali biogas, biomassa ed eolico.

La giunta di Scarperia e San Piero è stata accusata di scarsa trasparenza.

Stiamo parlando di un’attività produttiva che ha seguito un regolare iter. Gli atti, come previsto in questi casi, sono stati regolarmente pubblicati sul sito della Provincia. L’impianto, tra l’altro, risulta facente parte di una delle attività produttive cosiddette ‘insalubri’: esse, secondo il D.M del 5/9/1994, sono 28: dall’allevamento di animali alle stalle, dalle galvaniche ai salumifici con macellazione, dalle tipografie alle aziende di verniciatura. Le autorizzazioni, quindi, sono un elemento cruciale: se un’azienda rispetta certe regole e limitazioni, il problema non si pone; ma se, altresì, manca un qualsivoglia documento, l’autorizzazione non viene concessa.  Si è sollevata legittima preoccupazione da parte di alcuni cittadini, ed è giusto approfondire per cercare di placare i dubbi, le incertezze e le perplessità. Il 10 Febbraio, quando è stato presentato il progetto Renovo agli amministratori mugellani nel palazzo dei Vicari, nessuno si è pronunciato in maniera contraria al progetto, ma è stata espressa la necessità di gestire la lecita preoccupazione dei cittadini ed è quello che, insieme ai colleghi amministratori, mi impegno e impegnerò a fare. Il sindaco Ignesti si è preso l’impegno di organizzare un’assemblea pubblica per informare i cittadini sullo svolgimento dell’iter procedurale.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ed economica sono state date garanzie?

Le attività produttive sono controllate da enti competenti che garantiscono sulla sostenibilità ambientale degli impianti. Arpat, come sottolineato da alcuni cittadini, ha controllato ogni passaggio del progetto Renovo sia nella prima convocazione della conferenza dei servizi sia nella seconda, dando parere positivo. Il primo obiettivo è la salvaguardia della salute e della qualità della vita dei cittadini. Si presterà attenzione a tutte le certificazioni che perverranno, che sono necessarie e determinanti per ottenere l’autorizzazione finale. In sede di autorizzazione unica ambientale, il Comune di Scarperia e San Piero chiederà una fotografia dello stato di qualità dell’aria, una prima dell’inizio e una al momento dell’avvio dell’attività produttiva.

Voglio in ogni caso ribadire che l’impianto nasce per la produzione del pellet, e lo scarto del pellet produrrà energia termica: senza pellet, quella centrale non avrebbe – né tanto meno avrà – alcun senso.

Redazione OK!Mugello


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4 commenti

  1. Silvia ha detto:

    visto che si tratta di un progetto così “fantasmagorico” mi sarei aspettata cartelloni pubblicitari a caratteri cubitali per renderlo noto a tutta la cittadinanza prima di approvarlo…….!!!!…..invece….

  2. Martino ha detto:

    ……………..il 60% delle polveri sottili deriva dal riscaldamento a legno dei camini delle abitazioni……………

    Franco Zinoni
    Direttore tecnico, Arpa Emilia-Romagna

    http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/ecoscienza/ecoscienza2015_1/zinoni_es01_15.pdf

  3. Elisa ha detto:

    Gentile Fiammetta,

    Sono una di quelle persone che ha scritto una lettera aperta. Non sono mai andata a nessuna riunione di nessun partito, non ho tessere in tasca, né intenzione di buttarmi nella carriera politica, impiegherò i prossimi anni ancora a trovarmi una sistemazione lavorativa nel mio settore, la ricerca. Ho scritto più di un mese fa e ancora nessun politico ha mai risposto alle mie domande. Non mi risulta che lei si sia mai confrontata con il Comitato o con altre realtà su questo argomento. Adesso parla di strumentalizzazione politica del Comitato, lei che interviene solo adesso in piena campagna elettorale. L’autorizzazione della Provincia è del giugno 2014 e il dibattito è in corso da mesi. In qualità di assessore alla salute, non mi risulta che abbia mai rilasciato nessuna nota, commento o intervista. Adesso è candidata a una poltrona in Regione, adesso si sente in “dovere” di dire la sua e di tranquillizzare i cittadini? E allora, mi spieghi, chi fa strumentalizzazione politica? Perché ancora una volta non ascolta i timori della gente e non se ne fa carico?
    Ha dato delle risposte piene di numeri quasi a mostrare che sa tante cose, ma i fatti quali sono? Quali sono queste aziende interessate a usare l’energia termica prodotta? Dice che “saranno coinvolte una serie di imprese”, “la costituzione di una rete di imprese per il taglio del bosco offrirà garanzie”, ma quali garanzie, quali aziende? Ma dove sono i contratti? Parla sempre al futuro, ma i lavori stanno per iniziare, non dovremmo già avere della certezze? Dice che la centrale non ha senso senza la produzione di pellet, peccato che ancora la produzione di pellet non abbia ricevuto l’autorizzazione. Intanto però iniziamo a costruire la centrale!
    Nella sua intervista, non fa riferimento alle numerose criticità trovate da Arpat, non ci dice come saranno smaltite le ceneri, come saranno risolti i problemi dell’inquinamento acustico e dei cattivi odori. Non spiega come verranno protette le vicine acquifere a cui attingono gli acquedotti di Scarperia e Borgo. Non dice niente delle lettere di iBioNet che ribaltano le tesi di Renovo sulla disponibilità delle biomasse nelle quantità richieste. Ci dice che il problema sarà “quello di organizzare il lavoro degli operatori in ambito boschivo”!!! Meno male che c’è Renovo che le dà le garanzie! A me dà solo pensieri.

    Elisa

  4. Gianlorenzo ha detto:

    Perché non si è investito il milione di euro nell’istallare pannelli solari per le famiglie disagiate economicamente (l’energia elettrica costa cara e famiglie a monoreddito con figli minori o diversamente abili arrivare alla 3a settimana e’ sempre più problematico) e si è preferito darlo alla Piavallico SPA? Sappiamo benissimo come fornisce lavoro la Piavallico, prima diversa una quota poi FORSE di danno la possibilità di un lavoro con ccnl a termine o ti fanno sfiancare a cercarlo in quell’aria di industrie che forse tanto in regola con l’ambiente non sono. Passare nell’area Pianvallico per annusare i PROFUMI?????

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