Mugello

Voci dalla Memoria. Su OK!Mugello le impressioni dei ragazzi mugellani

Voci dalla Memoria. Su OK!Mugello le impressioni dei ragazzi mugellani

Ecco le impressioni scritte dai ragazzi del Chino Chini che hanno partecipato al Viaggio della Memoria, e che sono appena rientrati a Firenze (nel pomeriggio di venerdì 27 gennaio). Voci raccolte dalle docenti di lettere Lettere Maria Pia Suma e Francesca Vaino. Ecco i contributi dei ragazzi:

Esperienza che ci ha fatte crescere sotto molti aspetti. Ci ha aperto la mente ad una nuova visione del mondo in cui viviamo. Il dialogo con i sopravvissuti è stato molto toccante, sono riusciti a portarci indietro nel tempo, facendoci conoscere la verità direttamente dalla voce delle vittime. I campi di concentramento hanno creato intorno a noi la visione del mondo in cui è stata tolta la vita ad una quantità inimmaginabile di persone. È stata una esperienza ardua da affrontare, mi sono sentita riportare indietro negli anni, attraversando lo stesso percorso. Mi sono sentita una deportata che camminava sul sangue del compagno morto che veniva trasportato davanti a me. Ho avuto l’impressione di poter percepire la sofferenza, ed è una sensazione che tutti darebbero provare” “Per me è stata un’ esperienza molto forte. Visitare quei luoghi mi ha fatto provare delle emozioni molto intense, non dimenticherò mai quello che ho visto e penso che ognuno di noi debba vedere almeno una volta nella vita” “Questa esperienza ci ha trasmesso emozioni indimenticabili, cominciando dalla partenza che anche per noi, è avvenuta in treno. Condividere con dei nostri compagni, un piccolo spazio per un lungo viaggio, un viaggio ed Attesa estenuante, oltre a tante altre difficoltà incontrate, ha permesso la creazione di una sorta di comunità; obiettivo già previsto dagli organizzatori. Il viaggio è stato parte integrante della lunga esperienza affrontata, ma solo davanti al cancello di Birkenau, ai lunghi binari che lo attraversano, alla sua vastità e drammaticità, ci siamo resi conto di dove fossimo, dove i deportati hanno vissuto. Percepire la loro sofferenza, che non comprendeva solo la fame, il freddo e la stanchezza, ma anche il terrore di non superare le prove quotidiane, di commettere il più piccolo sbaglio che avrebbe determinato la loro morte.” “Nel vedere quei luoghi ho provato i brividi, non riesco a credere che delle persone abbiano potuto compiere tali atrocità. Sicuramente al ritorno rifletterci di più prima di esprimere giudizi sulle persone, ho vissuto forti emozioni ” “Mi sono fatta tante domande. Mi sono chiesta come sia possibile che l’uomo abbia potuto fare tanto male. Come è stato, possibile che nessuno li abbia fermati. Spero che questa esperienza riesca a far superare a noi giovani, tutti i pregiudizi che abbiamo anche nei confronti degli immigrati. Spero che possa farci cambiare, migliorare anche rispetto a ciò che sta accadendo oggi”

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