Vicchio

Vicchio vota per l’acqua pubblica. E torna in Tv…

Vicchio vota per l'acqua pubblica. E torna in Tv...

Vicchio ancora una volta al centro della vicenda locale e regionale; stavolta in tema di acqua pubblica. Nello scorso Consiglio Comunale è stata infatti approvata una modifica allo Statuto che definisce l’acqua come un bene privo di rilevanza economica.

Vicchio, rivendicano i promotori, è il primo comune mugellano a prendere una simile decisione. Nel testo approvato si afferma il carettere pubblico di tutte le acque, superficiali e sotterranee e viene riconosciuto il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale, privo di rilevanza economica, che deve garantire a tutti l’accesso all’acqua. Per questo, stabilisce l’articolo 55 bis del nuovo statuto: “Si riconosce la necessità della gestione pubblica del servizio idrico integrato”.

E intanto è nato il Comitato Mugellano per la raccolta di firme per chidere l’abrogazione del referendum sugli articoli di legge che privatizzano l’acqua. Il primo appuntamento si terrà domenica 25 aprile alle 16, in Piazza della Vittoria a Vicchio, in contemporanea ad un mercatino in piazza e ad una festa con concerto al Circolo Il Tiglio.

 

Non è finita. Lunedi’ 19 sono venuti nel Mugello dei giornalisti del programma Ambiente Italia, i quali hanno contattato il comitato Vicchio Acqua Pubblica per fare dei brevi reportage sull’acqua e sulla TAV. E’ stata una mattinata molto intensa passata fra le campagne di Vicchio e Scarperia.

Le interviste che andranno in onda sono state girate nella zona di Lama-Piazzano nell’azienda agricola Gangitano ed a S.Maria a Vezzano. Si è parlato di mancanza di acqua per le mucche di razza limousine ma anche per le persone che son costrette a dotarsi di cisterne, in quanto nella zona manca un acquedotto mentre a S.Maria sono stati ripresi gli scarichi a cielo aperto per mancanza di fogne depurate.

A Scarperia, davanti all’autodromo è stata  intervistata, sulla questione TAV, Piera Ballabio, consigliera a Borgo S.Lorenzo. Le riprese e le interviste sono state fatte all’altezza della galleria della TAV e sul lato  destro di questa, dove si vede l’uscita dell’acqua attraverso la galleria, dei fiumi impattati nel fosso Bagnone, acqua che non viene recuperata.

 

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