Piccola rassegna cinematografica anche a Vicchio, al Circolo ’12 Marzo’! Si parte con un omaggio alla commedia italiana degli anni ottanta, proiettando due film in onore all’indimenticabile figura di Massimo Troisi, regista e attore in: Ricomincio da tre (1981); Morto Troisi, viva Troisi! (1982); Scusate il ritardo (1983); Le vie del signore sono infinite (1987); Pensavo fosse amore…invece era un calesse (1991); candidato ai premi Oscar nel 1996 come miglior attore e miglior sceneggiatura non originale per il film Il postino; scomparso prematuramente a soli 41 anni nel 1994. SABATO prossimo, 26 LUGLIO, alle ore 21,00 Ricomincio da Tre, il film con cui Troisi debuttò nel panorama cinematografico italiano. Dal 1969 fino all’1981 si era dedicato al teatro. Per questo film, che gli fu offerto dal produttore Mauro Berardi, lasciò il gruppo teatrale ‘La Smorfia’ e debuttò sia come attore che come sceneggiatore e regista riscuotendo fin da subito, successo sia di pubblico che di critica. Uscito nel 1981, il film ottenne infatti la vittoria di due David di Donatello: quello per miglior film e quello per miglior attore; e tre nastri d’argento per il miglior regista esordiente, miglior attore esordiente e per miglior soggetto. Quello di Troisi è uno degli esordi più folgoranti nel campo della nuova commedia italiana degli anni ’80. In Ricomincio da Tre, Gaetano (Massimo Troisi), napoletano timido, decide di trasferirsi a Firenze dalla zia per rompere la monotonia delle sue giornate. A Firenze si fa sedurre da una disinibita infermiera, da cui scappa e poi ritorna. Si ritrova così con un figlio che potrebbe essere non suo… Raro esempio di un film che ha messo d’accordo critica e pubblico. Altro grande successo di pubblico (ma non di critica), lo ottenne nel 1984 con ‘Non ci resta che piangere’, unico film a fianco di Roberto Benigni. Il film – basato su una trama elementare – è ricco di citazioni storiche e rimane comunque nell’immaginario collettivo per le invenzioni e le gag di Troisi e Benigni. Mario (Troisi) e Saverio (Benigni), trovato chiuso un passaggio a livello, passano la notte in una locanda, ma la mattina scoprono di essersi risvegliati a “Frittole”, nel 1492. Devono adeguarsi alla vita dell’epoca pur sperando di rientrare nel loro mondo. Fra le tante gag è da menzionare la scena della scrittura di una lettera a Girolamo Savonarola, chiara citazione dell’analoga scena interpretata da Totò e Peppino De Filippo in Totò, Peppino e… la malafemmina. Le proiezioni sono gratuite e riservate ai soci ARCI e UISP. Per informazioni: 331 1373883 oppure: circolo12marzo@gmail.com
Vicchio. Omaggio a Troisi sabato 26 luglio e sabato 9 agosto






