Forteto, caso Fiesoli e abusi sui minori. E’ stata un’assemblea molto accesa quella di ieri sera (venerdì 13 aprile) a Vicchio al Teatro Giotto. Assemblea durante la quale alcuni degli ex membri del Forteto (ed ora membri del Comitato di vittime) hanno raccontato la propria storia. Storie a tratti molto forti e commoventi.
L’assemblea, senza bandiere nè simboli di partito, era organizzata dal locale Pdl e in particolare dalla consigliera Comunale Caterina Coralli, alla presenza di personalità del Pdl provinciale e Regionale (Nicola Nascosti, Niccolò Donzelli, il capogruppo in Consiglio Regionale Magnolfi), e del senatore Achille Totaro. Serata moderata dal giornalista del Galletto, Pietro Mercatali.
Per il Comitato delle vittime ha prima preso la parola Sergio Pietracito ed ha letto un comunicato in cui si annuncia una prossima assemblea a Firenze, in cui saranno raccontate storie di vita ed esperienze dei ragazzi che sono stato ospitati al Forteto negli anni.
Ma prima di tutto Pietracito ha raccontato la sua storia. Di come, fresco di diploma di Perito Agrario, sia entrato nella comunità agricola nel 1978 (allora era a Barberino) e di come la vita all’interno della comunità fosse ‘impossibile’. “Una comunità – ha detto – nella quale erano contemplati solo rapporti omosessuali”. E nella quale, nonostante Fiesoli fosse stato condannato una prima volta per abusi nel 1979, iniziò una strategia di difesa dal mondo esterno.
Il tavolo dell’incontro. Da Sinistra Magolfi, Franchi, Coralli, Nascosti, Mercatali e Pietracito
Secondo Pietracito Fiesoli amava ripetere che: ‘Il mondo è merda (scusino i lettori il termine forte ndr) noi siamo i migliori del mondo e il mondo va usato per i nostri scopi”. Un vero e proprio guru, insomma, quello descritto nell’assemblea di ieri. Che avrebbe portato tutti i membri della comunità a rompere i rapporti con la famiglie di origine. Comunità nella quale, secondo il racconto di Pietracito, ogni sera si teneva un vero e proprio ‘sermone’ in cui si doveva riconfermare l’aderenza a certi valori.


Poi ha preso la parola un altro degli ex membri del Forteto, Edoardo Martinelli (ex allievo di Don Milani), che ha raccontato anche un tentativo di abuso nei suoi confronti. E ha raccontato nei dettagli di come il sesso venisse spiegato ai bambini tramite spiegazioni molto esaurienti; ed usando gli animali.
Poi è stata la volta di parlare dei sostenitori del Comitato delle vittime. Ed alcuni educatori e maestri di scuola hanno spiegato di aver notato nei bimbi comportamenti a dir poco sospetti. Fino a che questi comportamenti non furono denunciati e, forse per ritorsione, tutti i ragazzi della comunità smisero di andare a scuola a Dicomano per spostarsi su Vicchio.
Ma in molti, durante la serata, hanno messo l’accento anche sul comportamento apparentemente inspiegabile degli enti locali e dei servizi; che avrebbero dovuto vigilare su questi affidamenti di minori.
… il pubblico in sala…
Fino a che la serata non si è fatta più ‘movimentata’ per l’intervento di un rappresentante sindacale, che ha invitato a tutelare gli attuali posti di lavoro nell’azienda agricola, e di una signora del pubblico, che ha parlato di ‘processo in piazza’ celebrato dal pubblico senza possibilità di difesa degli accusati. Interventi, entrambi, che hanno scatenato le reazioni molto forti del pubblico in sala.
Un’assemblea, insomma, che ha toccato un nervo scoperto e ancora molto doloroso. Di come, nel civilissimo Mugello, siano potute accadere cose simili, sotto gli occhi di Enti locali ed assistenti sociali. E di come fino ad oggi a Fiesoli sia stato riconosciuto il ruolo di educatore, anche all’interno di prestigiose istituzioni legate alla memoria di Don Lorenzo Milani.












