L’altra notte non è passata inosservata a Vicchio la grande operazione dei Carabinieri e del Ros. Sorpresa, tanta, sul momento nel vedere un tale spiegamento di forze. La cronaca della nottata vicchiese si legge oggi (venerdì) su La Nazione in un articolo a firma del nostro direttore, Nicola Di Renzone. La cronaca delle reazioni in paese a una nottata di perquisizioni. E altrettanta sorpresa la mattina dopo nell’apprendere quale ne era stato l’oggetto: ossia gli uffici della ditta ‘Cantini Marino Srl’, specializzata nella gestione di cave e nel movimento terra. Ditta coinvolta secondo i Carabinieri (e pare con un ruolo di primo piano) in un giro di estorsioni e di illecita concorrenza che riguarda diverse province toscane. Il tutto grazie a collegamenti, dicono sempre gli inquirenti, con soggetti organici al clan di ‘Ndrangheta Gallace (azioni secondo i Carabinieri azioni volte ad espandersi nel mercato del movimento terra e ad ‘infiltrarsi’ di fatto in importanti commesse pubbliche in Toscana).
Accuse pesanti come macigni, che ieri mattina hanno messo sotto schock tutto il paese. “E’ una ditta storica di Vicchio. Marino Cantini, che è morto qualche anno fa, era un personaggio molto conosciuto e ora ci sono i nipoti”. Ricorda il sindaco: “C’è grande sconcerto per la notizia che ha turbato la nostra comunità. Si tratta di persone conosciute, persone ‘per bene’. Speriamo che le indagini facciano il loro corso e luce sulla vicenda”. E ricorda: “Ieri sono arrivato in Comune e mi hanno detto che c’erano stati per tutta la notte i Carabinieri con tante auto. Io avevo pensato sulle prime a qualche operazione antidroga, invece si tratta di questo”.
Si tratta infatti di un’impresa storica per Vicchio, fondata da Marino Cantini (ora deceduto) e nella quale ora lavorano i nipoti Graziano e Silvia. E proprio Graziano è accusato dagli inquirenti di ‘aver sfruttato la forza della consorteria mafiosa’. “Sono sconcertato – spiega il sindaco Filippo Carlà Campa -. Questa mattina sono arrivato in Comune e mi hanno dato la notizia; io infatti abito dall’altra parte del paese e stanotte non mi ero accorto di niente. Intanto in molti in paese ricordano il fondatore Marino Cantini. Un uomo, concordano tutti, di altri tempi e che tanto bene ha fatto al paese insieme ad amici imprenditori ed allevatori della zona.
Nella valle del Mugello, anche se l’estrazione non è uno dei settori economici principali, vi sono svariate cave, alcune delle quali proprio alle porte del paese di Vicchio. L’attività della Cantini Marino, però, si svolgeva fuori dal loro Comune, e le cave gestite dalla ditta non si troverebbero, secondo quanto si apprende, in Mugello. Gli uffici della ditta, però, sono sempre rimasti nel centro del paese e i nipoti del fondatore abitano nella campagna vicchiese.
Nessuno, però, si aspettava tutto questo. Spiega un cittadino: L’azienda, ricordano altri, esiste da almeno cinquanta anni e Marino ha fatto anche del bene per il paese. Poi gli anni sono passati, e si è arrivati alla brutta storia dell’altra notte, con i Carabinieri rimasti negli uffici da mezzanotte fino alle cinque di mattina. Chiude un altro cittadino: “Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza e che siano estranei da tutti. Siamo rimasti sconcertati”.












