A Vicchio è operativa ormai da diversi anni una casa editrice specializzata in guide e letteratura di viaggio e fotografica. Si tratta della Polaris. E oggi si chiude la terza edizione di Polaris Photo Contest, il concorso fotografico interamente svolto sul web che la casa editrice mugellana, specializzata in Guide Turistiche d’Autore, pubblicazioni di viaggio e fotografiche, promuove ormai da tre anni.
Giunto alla III edizione, Polaris Photo Contest si sta collocando tra le più interessanti iniziative nel panorama internazionale e nazionale, grazie al ricco montepremi (workshop fotografici in Africa con Africanwildtruck, macchine fotografiche Nikon, borse fotografiche LoewePro, workshop Nikon School, materiale Lexar, cinghie BlackRapid, e molto altro) ed alla sua selezionata giuria con prestigiosi nomi della fotografia mondiale. Oltre al Presidente Edoardo Agresti, hanno espresso i pareri Ernesto Bazan, Salvatore Esposito, Riccardo Venturi, Gianni Maitan e Marcello Libra.
Non solo guide e letteratura da viaggio ma anche l’immagine, la foto è un elemento fondamentale per raccontare un luogo visitato e accompagnare chi, invece, deve partire alla scoperta di posti lontani. Per questo la Casa editrice vicchiese arricchisce i suoi volumi di scatti fatti dallo stesso autore durante i soggiorni nei paesi oggetto della guida ed investe molto in iniziative come il PPC.
Il tutto nasce dalla passione del presidente Edoardo Agresti, direttore editoriale della casa editrice Polaris, dal ’96 presente a Vicchio del Mugello. Edoardo Agresti, nato a Firenze, eredita dal padre la passione dei viaggi e della fotografia al punto da farne una professione. La sua fotografia è reportage, sia questo un viaggio, un matrimonio o un backstage di un evento. I consigli e gli insegnamenti di Steve McCurry sullo studio della luce sono stati preziosi lasciando un’impronta indelebile sul suo modo di scattare.
E’ fotografo ufficiale del Nikon Professional Service, coordinatore a livello nazionale della Nikon School Travel e docente Nikon School, membro delle prestigiose associazioni americane WPJA, ISPWP e WPPI e della FEP Federation of European Photographer, cofondatore del ‘Best of wedding photography’ e primo, e al momento unico, italiano a essere entrato a far parte dell’importante associazione inglese MPA Master Photographers Association. Vincitore di numerosi concorsi, è autore di due libri fotografici editi dalla Polaris: “Viaggiando l’Africa” e “Afriasia”.
Annalisa Natali e Angiolo Manetti sono i vincitori della terza edizione: Natali e Manetti si sono classificati sul podio per le due sezioni Terre e Popoli in viaggio e Wildlife Shots. Da evidenziare anche Maurizio Benedettini classificato rispettivamente secondo e terzo nelle due categorie.
Terre e Popoli in viaggio
1 classificata: Father and son di Annalisa Natali
2 classificata: Fuori dal coro di Maurizio Benedettini
3 classificata: La manicure di Trinidad di Luigia Giovannini
Wildlife Shots
1 classificata: Ghost from the Earth di Angiolo Manetti
2 classificata: Open spaces di Vittorio Ricci
3 classificata: Appena in tempo di Maurizio Benedettini
Pur non essendo fotografa di professione, Annalisa Natali, vincitrice anche della prima edizione del Polaris Photo Contest, sta ricevendo importanti riconoscimenti in ambito fotografico.
“La foto vincitrice nella sezione “Terre e Popoli in Viaggio” presenta un interessante effetto di controcampo” – commenta Edoardo Agresti, presidente del Polaris Photo Contest. Il soggetto in primo piano è volutamente inquadrato senza volto per orientare l’attenzione al bambino sullo sfondo e il gioco delle mani accentua l’espressione tra il timido e il sorpreso del bambino. “E’ una foto che invita a riflettere – aggiunge Edoardo Agresti – un po’ come tutte quelle di Annalisa Natali: siamo a Cuba e l’atteggiamento dei due soggetti fotografati invita a porci domande sul rapporto familiare di questo popolo”.
La foto vincitrice per la categoria Wildlife Shots, invece, rappresenta un luogo molto conosciuto, l’Antilope Canyon vicino a Page negli Stati Uniti. E’ una foto già vista ma in questo scatto si legge qualcosa di diverso, una sorta di luce quasi soprannaturale – non per nulla si parla di fantasmi nella didascalia – che sembra nascere dalla terra. E’ una foto ben composta e armonica nell’espressione dei colori.












