E’ la storia dei profughi ospitati da tre mesi nell’agriturismo nelle campagne intorno a Vicchio. Un agriturismo che fu contattato appunto circa tre mesi fa dalla Prefettura, nel pieno dell’emergenza; e che accettò di ospitare circa 30 profughi. Da allora i profughi sono rimasti lì, in una sorta di limbo. Lo riporta oggi (domenica 7 dicembre) il Corriere Fiorentino nell’edizione online, spiegando che si tratta di nigeriani, gambiani, pachistani; per i quali dal ministero fino ad oggi sono stati sborsati circa 70mila euro, destinati in parte alla cooperativa che gestisce l’accoglienza e in parte al proprietario dell’agriturismo. E proprio lui, signor Bonciani, racconta che la sua attività sta andando avanti proprio grazie a questi fondi ed a questi profughi. E che senza di loro, racconta, forse avrebbe già chiuso; e di sentirsi per loro quasi un padre. E per questi migranti il Ministero spende circa mille euro al giorno: 32 euro al giorno per ciascuno. Dei quali parte va alla cooperativa che dovrebbe garantire vestiario e bisogni primari per ciascun profugo (7 euro), parte all’agriturismo in cui alloggiano (25 euro) e parte dovrebbero costituire un ‘poket’ a testa. Ma i profughi sostengono di non ricevere più, da mesi, il pocket mensile (cosa però smentita dalla cooperativa), di vivere in stanze affollate e con solo tre bagni per 29 persone. E di non aver accesso neanche a cambi di abito; tanto che in loro favore sarebbe stata anche organizzata una raccolta fondi in paese. E anche i responsabili della Prefettura alcune settimane fa avrebbero svolto un sopralluogo, riscontrando, riporta il Corriere Fiorentino, importanti mancanze come l’assenza dei corsi per l’insegnamento dell’italiano. Clicca qui per l’articolo del Corriere Fiorentino, edizione online
Vicchio. 30 profughi ‘dimenticati’ da mesi in agriturismo












