Il futuro della mobilità nel Mugello torna al centro del dibattito politico e infrastrutturale con una proposta decisa che mira a spezzare l’isolamento della vallata. Fratelli d’Italia, attraverso le sue rappresentanze di Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero, ha lanciato un appello per la realizzazione di un asse viario strategico tra la strada provinciale 107, in località Carlone, e Legri. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un innesto diretto verso l’area industriale compresa tra Firenze e Prato, integrando l’opera con un sistema di nuove circonvallazioni locali studiate per decongestionare il centro abitato di Borgo San Lorenzo. Secondo i promotori della proposta, l’analisi tecnica evidenzia come questa nuova direttrice potrebbe assorbire fino al 35% del traffico pesante che oggi grava su arterie ormai sature come la Bolognese e la Faentina, garantendo ai pendolari un risparmio di tempo stimato tra i 20 e i 25 minuti per ogni tratta.
L’investimento di 3,2 milioni di euro stanziato dalla Regione Toscana per la progettazione di fattibilità tecnico-economica viene considerato un primo passo necessario, ma non sufficiente se non accompagnato da una chiara volontà politica di superare quelli che vengono definiti veti ideologici. L’esponente di Fratelli d’Italia, Fabio Ceseri, ha sottolineato come la realizzazione di una strada extraurbana secondaria di categoria F1 rappresenti una soluzione di modernità capace di coniugare lo sviluppo economico con la tutela ambientale, riducendo sensibilmente le emissioni nei centri abitati. Il progetto prevede inoltre interventi mirati sulla viabilità interna tra le località di Novoli, Cardetole, Sagginale e Vicchio, puntando a restituire vivibilità ai centri storici e a sostenere il tessuto produttivo e commerciale, con particolare riferimento alle esigenze di Scarperia e San Piero e del suo Autodromo, realtà oggi penalizzate da collegamenti ritenuti insufficienti.
Sulla questione è intervenuto anche Giampaolo Giannelli, esponente di Futuro Nazionale e capogruppo del centrodestra nell’Unione dei Comuni del Mugello, che ha espresso una posizione di apertura condizionata verso la cosiddetta Mugello-Calenzano. Giannelli ha evidenziato come non vi sia una contrarietà di principio all’ipotesi del tratto Carlone-Le Croci, poiché ogni intervento volto a migliorare la qualità della vita dei cittadini merita apprezzamento, tuttavia ha sollevato dubbi sulla coerenza di alcune posizioni politiche emerse nel territorio di Calenzano. Secondo il consigliere, l’argomentazione relativa all’aumento delle emissioni sarebbe infondata, poiché il flusso veicolare si sposterebbe semplicemente da arterie già collassate come l’autostrada o la Bolognese verso un tracciato più efficiente, senza un incremento reale del numero di mezzi circolanti.
La preoccupazione principale espressa da Giannelli riguarda però il rischio che lo studio di fattibilità possa rivelarsi l’ennesimo nulla di fatto e che la discussione politica possa distogliere l’attenzione dalle criticità strutturali che già affliggono il territorio. Il consigliere ha richiamato l’attenzione sulla situazione della via Bolognese, dove i cantieri sembrano non avere fine, e sulle croniche inefficienze del trasporto ferroviario lungo la linea Faentina. In quest’ottica, il Mugello viene descritto come un territorio ferito che per troppo tempo ha svolto un ruolo subordinato rispetto alla Città Metropolitana, rendendo urgente un cambio di passo che non si limiti ai soli progetti futuri ma che intervenga con risolutezza sulle piaghe aperte della mobilità quotidiana.












