In autunno la Via degli Dei cambia volto, soprattutto nel Mugello, dove il cammino si fa più silenzioso, fresco e immerso nei colori.
Tra il Passo della Futa e Monte Senario si attraversano boschi, crinali, borghi e luoghi legati alla storia del territorio. È un tratto meno affollato rispetto ai periodi di punta e proprio per questo permette di vivere il percorso con un ritmo diverso. Ma tra salite impegnative, acqua da gestire e possibili deviazioni, conviene partire preparati.
Dal Passo della Futa a Sant’Agata: il tratto più duro tra Linea Gotica, Monte Gazzaro e Osteria Bruciata
Dal Passo della Futa, a 912 metri, la Via degli Dei entra in Toscana dopo il tratto emiliano e mette subito alla prova le gambe. A pochi minuti dal valico, nel comune di Firenzuola, si incontra il cimitero militare germanico della Futa, inaugurato nel 1969 su progetto dell’architetto Dieter Oesterlen. Qui riposano oltre 30 mila soldati, molti giovanissimi, lungo quella che fu la Linea Gotica.
Molti camminatori si fermano almeno un’ora. “È una sosta che cambia il passo”, dicono spesso le guide locali. E in effetti, dopo quel muro di pietra che sale a spirale sul poggio, il sentiero sembra ripartire con un peso diverso. La salita al Monte Gazzaro è dura, scoperta in alcuni punti, ma dalla croce in cima lo sguardo si apre sulla valle del Santerno e sulla conca mugellana.
Poi si scende verso l’Osteria Bruciata, a 917 metri, nome legato alla leggenda nera di un oste e della sua famiglia che avrebbero ucciso i viandanti nel sonno. Dell’antica locanda non resta nulla, ma un documento del 1585 parla di ruderi proprio lì. Da quel punto il cammino cala verso Sant’Agata, borgo medievale dove la montagna lascia spazio alla campagna. Fino a San Piero a Sieve sono circa 23,5 chilometri: in autunno i boschi aiutano, ma l’acqua resta un tema, perché le sorgenti sono poche e non sempre sicure.
Da San Piero a Sieve a Monte Senario: fortezze, castelli UNESCO e abbazie abbandonate
Da San Piero a Sieve cambia lo scenario. Meno crinale, più Mugello mediceo: ville, castelli, strade bianche tra campi e cipressi. La prima presenza forte è la Fortezza di San Martino, voluta da Cosimo I nel Cinquecento e ancora oggi ben visibile sopra il paese.

Due camminatori lungo un tratto silenzioso della Via degli Dei, tra crinale boscoso e panorami del Mugello.
Poco più avanti, un viale sterrato porta al Castello del Trebbio, dove soggiornò Lorenzo il Magnifico e che dal 2013 fa parte del patrimonio UNESCO legato alle ville e ai giardini medicei. Il castello è privato, quindi si vede soprattutto dall’esterno, ma la vista sulla piana e sul lago di Bilancino ripaga la breve deviazione. Dopo Tagliaferro serve attenzione: il crollo del ponte sul torrente Carza, avvenuto nel marzo 2025 per il maltempo, ha spinto il CAI Firenze a indicare una deviazione da controllare prima di mettersi in cammino.
Il percorso poi risale verso Camporomano e passa vicino alla Badia del Buonsollazzo, abbazia di origine altomedievale ricostruita da Cosimo III per i trappisti e soppressa nel 1782 da Pietro Leopoldo. Oggi è in abbandono. Colpisce anche vista da lontano. L’arrivo è al convento di Monte Senario, fondato nel 1234 dai sette iniziatori dell’Ordine dei Servi di Maria: circa 23 chilometri, con un dislivello in salita vicino agli 800 metri e un finale ripido.
Quando partire e cosa sapere: acqua, deviazioni, credenziale e affollamento sul cammino
L’autunno è uno dei momenti migliori per attraversare il Mugello sulla Via degli Dei, soprattutto per chi vuole evitare i sentieri pieni dei ponti primaverili. Il Comune di Firenze ha stimato circa 25 mila camminatori nel 2025, mentre i dati raccolti da Appennino Slow indicano i picchi più alti attorno al 25 aprile, più che in agosto.
Tra ottobre e novembre, se il meteo regge, i castagneti cambiano colore e le strutture ricettive sono meno sotto pressione. Meglio comunque prenotare B&B, agriturismi e piccoli alberghi tra Sant’Agata, San Piero e Vaglia. Il campeggio libero non è consentito senza il permesso dei proprietari dei terreni.
Prima di partire conviene controllare il tracciato ufficiale, anche sull’app Walk+, per verificare eventuali deviazioni aggiornate, e portare acqua a sufficienza nel tratto di crinale. Lungo il percorso si può timbrare la credenziale ufficiale della Via degli Dei, con un timbro per ogni tappa e alcune agevolazioni nelle strutture aderenti. Non è solo un ricordo: per molti diventa la prova concreta di un viaggio fatto senza correre. E nel Mugello, anche questo conta.
Un tratto di crinale nel Mugello in autunno, con escursionisti sul sentiero e panorama sulla valle.








