La scelta del Mugello, lo ricordiamo, aveva vinto di poco nella consultazione di domenica. E l’affluenza era stata piuttosto bassa. Così il sindaco Borchi ora scrive sui social:
Abbiamo deciso. Nel gruppo di maggioranza, assessori e consiglieri PD e PUAV, abbiamo valutato il risultato della consultazione. Abbiamo studiato i vari parametri con cui i voti potevano essere pesati: percentuale di votanti, naturalmente numero di scelte a favore di un’opzione o l’altra, distribuzione per frazioni dei voti. Prima di tutto smentisco alcune definizioni su di me, che dovevano rispecchiare il sentimento di tutta la maggioranza, apparse sui social o sui giornali: non siamo “amareggiati” per il numero dei votanti. Siamo invece contenti della partecipazione. Pensavamo ad un risultato minimo dignitoso di 500 votanti. Siamo andati ben al di là. Un risultato non da poco, tenuto conto del tempo che avevamo a disposizione per fare informazione , tenuto conto dell’invito a disertare la consultazione da parte di Vaglia Futura-SI ed addirittura a fronte della dissociazione dichiarata del PD locale. Strano atteggiamento. “Non si deve votare (Vaglia Futura) perché la consultazione è informale”. Informale sì, perché non c’era tempo di indirla passando dal consiglio comunale. Ma farlocca no. “Non si vota (7, dico sette di numero, delegati del PD di Vaglia, che credono di rappresentare il mondo intero) perché non c’è tempo, perché tanto ci hanno già messo su Firenze”. Ah! Non è che per caso non volevate votare, dare voce ai cittadini, perché voi, autoreferenziali, avevate già deciso che si doveva andare su Firenze? Democratici sì….ma solo quando conviene. Ed invece noi, Amministrazione, interrogandoci, abbiamo deciso che, siccome ci avevano dato un’occasione di una scelta così importante, primo, non dovevamo perderla; secondo, proprio perché era importante, dovevamo condividerla con i cittadini. Ma non ci siamo nascosti dietro la foglia di fico. “Ehhh…non sapevano che decisione prendere!”. La scelta non è, non era, facile. Ma noi l’abbiamo fatta. Abbiamo discusso e con un leggero margine di predominio ha prevalso l’orientamento di andare verso Firenze. L’abbiamo dichiarato, scritto subito. L’abbiamo riaffermato nelle assemblee con i cittadini. E abbiamo promosso la consultazione, non un referendum (per questo non esiste nemmeno la regolamentazione nello statuto comunale – E’ un impegno che mi prendo qui di portarlo in consiglio comunale al più presto). Abbiamo chiesto ai cittadini di dire la loro. Abbiamo spiegato che poi il risultato sarebbe stato valutato dall’Amministrazione che aveva il potere e si prendeva la responsabilità di dire l’ultima parola. La consultazione non fa parte degli strumenti di democrazia diretta, ma della democrazia delegata. Ed allora…..Grazie a chi è venuto nella domenica di sole ad esprimere il proprio pensiero. A chi non ha dato credito ai detrattori e ci ha accordato fiducia. Ha pensato che: “Sì, qualcosa vale anche il mio voto!”. E con grande rispetto noi stasera abbiamo dato credito ad ogni voto per dire che: 700 voti sono tanti, ma non pesano come se avessero votato tutti come gli over 60: 16,38% invece che 37%. Con un 37% di votanti ci saremmo sentiti confortati per giudicare sufficientemente rappresentativo il risultato. Se poi la differenza dei voti fosse stata netta, qualunque esito avesse prevalso, per noi sarebbe stato da confermare. Diversamente lo scarto non è stato rilevante, circa il 7%, soprattutto per invertire il verso della scelta. Una cosa appare chiara: che la popolazione è spaccata circa a metà. Anche se si può supporre che a disertare la votazione siano stati più quelli orientati per Firenze, orientamento già scelto dalla Regione, che non quelli che volevano il Mugello. La popolazione è anche polarizzata: in questo caso è netto l’orientamento verso il Mugello del capoluogo. Un po’ meno quello di centri come Fontebuona e Paterno che votavano insieme. Questo dato ci deve essere presente nel caso in futuro cambiassero gli assetti istituzionali con la domanda di fusioni di comuni. In conclusione abbiamo ritenuto che si dovesse riconfermare la scelta della Regione Toscana per quanto riguarda l’ambito territoriale per il Piano Regionale di Sviluppo: nell’area fiorentina. Chiariamo fin da ora che la scelta è relativa in specifico per il PRS. Che manteniamo le condivisioni di servizi con il Mugello come la raccolta dei rifiuti, anche perché il gestore del Mugello (Publiambiente) si è fuso con quello di Firenze (Quadrifoglio). Che certe opportunità, come per il turismo, ambivalenti su entrambe le aree, saranno coltivate comunque. Che armonizzeremo al massimo le collaborazioni con l’area fiorentina e che cercheremo soprattutto contatti con la città di Firenze, piuttosto che con l’area dei comuni della piana: siamo più contigui al quartiere di Rifredi che non con Signa. Che contratteremo il più possibile la posizione del Comune di Vaglia nell’ambito fiorentino. Vogliamo essere presenti e non marginalizzati. E per fare questo abbiamo bisogno di essere caratterizzati, di avere un’identità forte, di cominciare noi stessi a sentirci cittadini del Comune di Vaglia ed a porre avanti gli interessi come cittadini del Comune di Vaglia. Allora, se realizzeremo questo disegno, potremmo esprimere la capacità contrattuale potenziale massima. E grazie ancora a chi è venuto con il sorriso ad imbucare la sua scheda. E magari ci ha accompagnato anche il figliolo.












