Vaglia

Vaglia, il sindaco risponde alle ultime polemiche

'Signor sindaco, basta attacchi Facebook'. I dipendenti comunali replicano a Borchi

Si è verificata nei giorni scorsi una nuova puntata della polemica ‘infinita’ tra Leonardo Borchi (sindaco Pd di Vaglia) ed il locale Partito Democratico. Per varie questioni (tra le quali la discussione sul nuovo Piano Strutturale) si era arrivati nelle scorse settimane a una ‘rottura’ tra il locale Pd e la Giunta (seguita tra l’altro dalla maggioranza dei Consiglieri Pd e quindi rimasta saldamente in sella). Uno dei Consiglieri, Giovanna Tomada, avrebbe però (secondo quanto riporta il sindaco, Leonardo Borchi) mantenuto un atteggiamento sostanzialmente ostile nei confronti dell’amministrazione e, nei giorni scorsi, si è arrivati ad una rottura polemica tra lei ed il gruppo di maggioranza. Scrive la consigliera Tomada in una nota:

La democrazia a Vaglia è in vacanza? Il piano strutturale si decide a porte chiuse. Il Sindaco decide chi sta dentro e chi sta fuori dal gruppo di maggioranza Vaglia, 2 Agosto 2018 – Libertà è partecipazione, cantava Gaber, evidentemente a Vaglia il cantautore non riscuote il dovuto successo e nel Lunedì appena trascorso se ne è avuta l’ennesima riprova. La Consigliera Giovanna Tomada, dopo essere stata regolarmente convocata ad una riunione di carattere tecnico sul piano strutturale – e quindi sul futuro di Vaglia – è stata intercettata all’ingresso del palazzo comunale dal Sindaco e, come riporta nel suo intervento in consiglio “il Sindaco mi ha comunicato che non potevo intervenire, in quanto non facente parte del gruppo di maggioranza perché da lui espulsa con l’approvazione dei consiglieri PD-PUAV e che l’incontro sarebbe stato riservato solo ai restanti componenti del gruppo di maggioranza.”. Questo, continua Tomada è un comportamento, dal punto di vista istituzionale “in cui è stata lesa la mia dignità di consigliere.” Ma la questione, per la Consigliera, non può e non deve finire qui; Tomada intende infatti indagare la legittimità istituzionale di tale atto. In seguito a episodi come questi, ci si domanda davvero se la mancanza di trasparenza, di partecipazione e di rispetto, siano un modo goffo e improvvisato per non far partecipare i consiglieri alle scelte per il piano strutturale, che come noto, è l’atto con cui un’amministrazione decide le politiche future in tema di urbanistica e sviluppo dei servizi di un territorio. Il rischio è che la questione non riguardi solo i consiglieri “non perfettamente allineati” ma anche i cittadini, che si troveranno decisioni prese a loro insaputa, e giustificazioni a posteriori poco convincenti rispetto alle scelte sul piano che potrebbero essere oggi condivise e discusse, come previsto dalla legge Regionale, prima che sia troppo tardi.

Precisiamo che, secondo il sindaco, la consigliera in questione avrebbe svolto negli ultimi tempi un ‘lavoro di opposizione’, chiedendo agli uffici l’accesso agli atti e poi contestando le scelte della sua stessa amministrazione. Per questo sarebbe stata decisa la sua espulsione dal gruppo di maggioranza.

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