Ma l’intervento andrà avanti. Pensilina della discordia a Vaglia. Sono già alcuni mesi, infatti, che nel paese si discute dalla nuova fermata dell’autobus, e del fatto se sia pericoloso o meno il rientro nella carreggiata creato per ospitare la fermata. Ecco la nota che riceviamo dalla lista civica Per un’Altra Vaglia, precisando che il sindaco, per tutta risposta, ha ridito che la line a del Comune non cambierà e che tra poche settimane arriveranno le pensiline in ferro:
E’ un anno ormai che sono iniziati i lavori per la realizzazione del marciapiede di Vaglia e che ha visto anche la riorganizzazione del piazzale della scuola e delle fermate dell’autobus. In particolare abbiamo assistito alla realizzazione di una pensilina bus ex novo di fronte all’ufficio postale.
La lista civica PerUnAltraVaglia, pur apprezzando l’opera e condividendo la necessità di tali interventi, ne contesta alcuni aspetti. Per prima cosa i tempi di realizzazione dell’opera. Dopo un anno dall’apertura dei cantieri ancora i lavori non si sono conclusi, inoltre da un mese a questa parte non ci lavora più nessuno.
Altra cosa la realizzazione della pensilina. Questa infatti è stata costruita nella sede stradale sporgendo pericolosamente sulla corsia e creando innumerevoli dubbi sulla sicurezza stradale per le vetture che di li transitano e altresì per coloro che aspettano l’autobus proprio sopra di essa.
La lista civica PerUnAltraVaglia essendo convinta della pericolosità di questa pensilina, si è resa disponibile a presentare al sindaco una raccolta di firme dei cittadini ed ha fatto ISTANZA PER LA PRESENTAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE DELLA STESSA, così come prevede lo statuto del Comune di Vaglia nel suo articolo 37, là dove vi è la possibilità, superate le 100 firme, di presentare tramite istanza da parte di un consigliere, le firme con allegato il testo della raccolta.
Consiglio comunale che, sempre a norma dello Statuto al comma 6 dell’art. 37, deve essere convocato entro 20 giorni. Solo nell’abitato di Vaglia, sono infatti state raccolte ben 286 firme!
Il testo con la raccolta firme richiede all’Amministrazione di rivedere la scelta presa e di trovare una soluzione alternativa per togliere dal mezzo della sede stradale la pensilina.
Una di queste soluzioni potrebbe essere quella di ricavare la pensilina scavando in dentro al muro che segue, in quel punto, la strada e che sta a sorreggere la collinetta sopra.Anche in questo caso, la lista civica non si limita a contestare l’operato dell’amministrazione ma propone soluzioni alternative. Vedremo se, anche in quest’occasione, il Sindaco, gli Assessori e la maggioranza del Consiglio, decideranno di tirare dritto senza neppure prendere in considerazione quanto proposto, così com’è sempre avvenuto in passato per le innumerevoli proposte fatte dalla lista civica.
La pensilina e la durata dei lavori non sono solo le uniche cose che vengono contestate. Perchè è stato scelto di realizzare un marciapiede piastrellato dal costo non indifferente piuttosto che soluzioni più economiche?
Per riassumere, la lista Civica PerUnAltraVaglia non contesta la scelta di eseguire il marciapiede e la pensilina ma contesta fortemente le soluzioni trovate ed è convinta che anche i cittadini si domandino se dietro a quest’opera c’è da parte dell’attuale maggioranza la volontà di andare incontro ai loro bisogni con pianificazione e cognizione di causa o il semplice desiderio di mostrare che viene fatto qualcosa.
Facciamo altresì notare, che in data 18 giugno abbiamo protocollato le 286 firme con l’istanza per la presentazione in consiglio. Consiglio che non è stato ancora convocato nonostante siano passati già 30 giorni!!!!
Eppure lo statuto del comune di Vaglia parla chiaro. Vorremmo sapere perchè l’amministrazione si crede così dispotica da poter pensare di fregarsene totalmente delle regole. Chiediamo che sia convocato un consiglio quanto prima e che sia messa in discussione la raccolta delle firme.
Vaglia, lì 15 luglio 2013
Laura Nencini
Roberto Rossi
Ecco qui sotto (e in alto) una delle diapositive che sono state realizzatate per esplicare i motivi della protesta












