Rifondazione chiede chiarimenti alla Provincia di Firenze in merito alla vicenda della cava di Paterno (Vaglia), delle procedure giudiziarie e dell’ipotesi di realizzare in loco una discarica di amianto (contro la quale si è svolta nei giorni scorsi la grande manifestazione in foto). Ecco il testo che riceviamo e pubblichiamo da Rifondazione Comunista:
Da notizie apparse a mezzo stampa apprendiamo che emergono nuovi elementi riguardo alle procedure giudiziarie sulla ex cava Cementificio Paterno, mentre prosegue la mobilitazione dei cittadini di Vaglia affinchè si effettui la bonifica del sito e non si realizzi alcuna discarica.
In questo contesto esprimiamo soddisfazione per l’esito della straordinaria manifestazione del 5 aprile scorso promossa dal Comitato Ambientale di Vaglia, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone.
Preso atto e ribadite le posizioni di contrarietà a qualunque ipotesi di discarica espresse dal Consiglio Comunale e dalla Giunta di Vaglia, alla luce del documento approvato dal Consiglio Provinciale di Firenze, riteniamo opportuno avere ora chiarimenti riguardo a questioni che, nell’ambito della vicenda, appaiono ancora confuse e contraddittorie.
Ciò premesso, gli scriventi Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista, nel richiamare il Presidente della Provincia ad onorare il dispositivo approvato dalla nostra assemblea elettiva e l’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Vaglia affinchè nessuna discarica venga realizzata nel sito della ex cava di Paterno, nel ribadire il pieno sostegno e la condivisione degli obiettivi del Comitato Ambientale di Vaglia, chiedono:
-se ci siano state violazioni e inadempienze amministrative riguardo alla procedura di bonifica del sito così come prevista dall’inserimento dello stesso, a partire dal 2008, nell’Anagrafe dei Siti Inquinati della provincia di Firenze;
– se l’Amministrazione Provinciale non ritenga opportuno e doveroso, anche alla luce delle novità emerse con le indagini giudiziarie, richiedere autorizzazione per lo svolgimento di accertamenti riguardo allo stato del terreno e del sottosuolo dell’area della ex cava (così come da funzioni di controllo previste dalla Legge Regionale n. 78/1998).












