Vaglia

Vaglia e il traffico di rifiuti: ‘Vedevamo passare i camion carichi’

Paterno. L'ex cava al centro di un traffico illecito di rifiuti

Le testimonianze raccolte, già nei giorni scorsi, su OK!Mugello. Vaglia al centro di un traffico di rifiuti che si articolava su varie zona d’Italia. Vogliamo riproporre ai nostri lettori due contributi pubblicati da OK!Mugello nei giorni scorsi e qualche mese fa. Contributi che; con il senno di poi, si rivelano profetici ed inquietanti. Il primo è parte di un commento di un lettore giunto qualche giorno fa:

Per anni hanno portato lì di tutto, ma non dei frigoriferi o vecchi materassi , ma roba pericolosa portata da camion che nessuno ha mai fermato. Perché l’amministrazione non ha vigilato, perché non ha risposto alle segnalazioni ? (lettrice su OK!Mugello)

Il secondo è il comunicato stampa congiunto diffuso ai primi di settembre 2013 dalla Lista Civica Per un’altra Vaglia e dal Consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli. Anche qui gli aspetti ‘profetici’ sembrano essere notevoli:

Il Comunicato congiunto della Lista Civica e del Consigliere Regionale di Sel Mauro Romanelli:

In un angolo del comune di Vaglia, lontano degli occhi dei più, giorno dopo giorno si sono accumulati materiali nell’ex cava calce Paterno.Per anni la cava ha prodotto calce, poi l’azienda è fallita e la cava è rimasta lì. Qualcuno poteva pensare che sarebbe rimasta inutilizzata chissà per quanto tempo, invece… a qualcuno è servita per, diciamo così, sbarazzarsi di oggetti ingombranti.Materiali di vario tipo, alcuni dei quali d’incerta natura, sono stoccati ormai da anni all’interno dei capannoni della cava e all’esterno della proprietà. In particolare non sfugge all’occhio l’innumerevole distesa di big bags ovvero di borsoni bianchi utilizzati proprio per contenere rifiuti pericolosi quali l’amianto: sono ben 1300 per un metro cubo l’uno, fanno 1300 metri cubi di rifiuto di origine sconosciuta, scarto di non si sa quale lavorazione, lasciato alle intemperie.Ma cosa ci fanno lì? Perché nessuno se n’è mai accorto? Perché l’amministrazione non si è mossa prima per indagare cosa stesse succedendo? C’è voluto un esposto all’Arpat da parte di un cittadino residente per far sì che qualcuno andasse a controllare. Il risultato? Un rapporto dell’Arpat dove troviamo una lista di oggetti, oli, fibre (alcuni dei quali di natura sconosciuta) che non dovrebbero stare lì. L’ex cava non è, infatti, adibita a discarica, per tanto ci chiediamo come sia stato possibile che tutti questi rifiuti si siano accumulati senza che nessuno alzasse un dito.Ne scaturisce un’ordinanza di sgombero da parte del Sindaco di Vaglia, con dei termini da rispettare. Incredibile la risposta che il Comune cha dato a seguito di un’interrogazione di Laura Nencini e Roberto Rossi – PerUnAltraVaglia – riguardo proprio gli adempimenti dell’ordinanza stessa: presentando l’interrogazione in data 10/9 è stato risposto che i termini scadevano l’11/9 ed il 12/9 e per tanto non si poteva dare risposta. Senza contare che su altre domande fatte (tipologie e origine dei rifiuti) non vi è stato neppure un accenno.Facciamo notare che l’Amministrazione ha trenta giorni di tempo per rispondere alle interrogazioni, tempo che normalmente si prende tutto (come nel caso della richiesta sull’agibilità della Scuola Barellai, protocollata in data 27/8 e non ancora pervenuta, siamo, infatti, a quasi trenta giorni!).Il mistero dunque s’infittisce, perché tutta questa fretta di rispondere per NON RISPONDERE?Crediamo che sia ora che chi ha sbagliato paghi e che la verità venga fuori. Tutta quest’omertà non fa altro che aumentare i cattivi pensieri, per questo vogliamo che tutti i cittadini siano informati di cosa sta accadendo affinché portino il proprio contributo nella battaglia di questi abusi ambientali e della nostra salute. Un’interrogazione sulla vicenda sarà presentata anche in Regione Toscana dal Consigliere Regionale Mauro Romanelli.

Laura Nencini e Roberto Rossi – PerUnAltraVaglia
Mauro Romanelli – Consigliere Regionale della Toscana SEL

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