Vaglia

Coronavirus. Dirottate da Vaglia a Figline 16 persone non controllate di rientro dalla Cina

La misura presa di concerto da sindaco, Regione e Protezione Civile

Coronavirus

Scrive il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi: “Buongiorno Leonardo, mi ha telefonato una comitiva di 16 cinesi che vorrebbero pernottare stasera da me. Ma cosa faccio?!”

Così stamattina (ieri, domenica 23 febbraio, ndr) sono stato raggiunto per telefono da un gestore di un albergo su Vaglia. Ho chiesto ulteriori informazioni, per arrivare a sapere, sul momento, che i presunti turisti avevano lasciato la Cina da 3 giorni, erano sbarcati in aereo in Germania ed erano arrivati in Italia via terra.

“Se è così non puoi ospitarli: devono stare in quarantena. Me ne prendo carico”.

Quindi mi sono fatto dare il recapito del capo comitiva e gli ho telefonato. Una linea molto disturbata per cui sono riuscito solo a capire che erano fermi a Firenze Sud, in un non meglio precisato camping. Di poi ho fatto una telefonata al direttore dell’ASL e quindi alla sala della Protezione Civile della MetroCittà. All’operatore ho illustrato il caso, con la richiesta di trovare una struttura che potesse ospitare la comitiva.

Successivamente sono stato chiamato dall’assessore regionale alla sanità Saccardi, che era in riunione con il presidente Rossi ed i responsabili dell’ASL a trattare proprio la questione del coronavirus. Il problema è stato preso in carico dalla Regione.

A sera ho saputo che i cinesi non erano turisti, che erano in Italia sembra dal 15 di febbraio e che avessero pernottato 4 volte a Cutigliano e che erano stati rintracciati dalla polizia e dall’ASL al campeggio di Rovezzano e trasferiti a Figline Val d’Arno in una struttura protetta.

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