Lo rivela il sindaco, Leonardo Borchi, su Facebook. Che spiega e si interroga su cosa fare di tale partecipazione:
Si vende, non si vende. Si vende non si vende…..Non si vende. L’ ATAF SpA ci è rimasta in mano. Chiariamo: la società con gli autobus urbani c’entra alla lontana. Nel senso che li ospita, in affitto, nei suoi piazzali e nei suoi depositi. E’ di fatto una società immobiliare. Non che sia una società decotta. Ha utili, ma tutti, quasi, i soci, i comuni, se ne volevano andar via. Volevano capitalizzare la vendita delle loro quote. Dei soldi veri fanno sempre bene ai bilanci comunali. Anche al Comune di Vaglia, ma la nostra quota è irrisoria. Siamo agganciati al carro e quindi ne condividiamo il destino. Dismettere, vendere o liquidare la società, tanto per cominciare a me personalmente mi risparmierebbe diverse giratine a Firenze. Ora si parla di cedere le quote al Comune di Firenze, che già le detiene all’87%. Questi le pagherebbe in più anni destinando a questo scopo la metà dei profitti. C’è un po’ di discussione sui tempi di pagamento. Si va, orientativamente da 6 a 10 anni. Firenze tira verso l’alto, tutti gli altri vorrebbero contrarre il più possibile il lasso di tempo. Il valore delle quote in mano al Comune di Vaglia si aggira intorno ai 70.000 €. Oltre ad un credito sui 32.000 € (a memoria) che vanta dalla società. Rimane sempre l’opzione della vendita. Il bando di gara scaduto a fine 2017 è andato deserto. L’oggetto è particolare. Si tratta di un’infrastruttura ai trasporti, necessaria al sistema metropolitano, ma un prodotto molto speciale, su cui pochi fondi finanziari investono. Oltretutto finché non sarà definita l’aggiudicazione della gara del trasporto regionale, su cui pende un ricorso, le acque non saranno ferme e questo non induce gli investitori a sbilanciarsi. Augh. Leonardo, sindaco












