Paolo Cocchi (Pd, ex assessore Regionale) è stato prosciolto dal procedimento. Cocchi era accusato di corruzione insieme ad altri 11 imputati; ma solo alcuni di loro sono stati rinviati a giudizio per reati come corruzione o pecultato. Nel caso di Cocchi, invece, il Gup ha ritenuto l’inconsistenza delle accuse. L’indagine, che riguarda alcune lottizzazioni nel Comune di Barberino (tra il 2002 ed il 2008) ipotizza che attraverso atti irregolari del Comune (e lagami di amicizia o parentela con i politici) alcuni imprenditori siano stati favoriti. A caldo sono arrivati i primi commenti. E’ il caso di Andrea Manciulli (segretario regionale del Pd) che ha espresso soddisfazione per l’epilogo della vicenda di Cocchi; e di Vittorio Bugli (capogruppo Pd in Consiglio Regionale) che nei confronti di Cocchi ha espresso stima e fiducia. Clicca qui per l’articolo in merito del Corriere Fiorentino
Aggiornamento del marzo 2016: Paolo Cocchi è stato assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza dei giudici.
Ha prevalso invece il “non doversi procedere perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione”, per l’accusa di corruzione legata ai soldi per le elezioni e le ‘vacanze’.
Secondo il Corriere Fiorentino:
“Cade l’accusa di corruzione (il fatto non sussiste) per Paolo Cocchi, ex assessore regionale alla cultura della giunta Martini e già sindaco di Barberino del Mugello, per aver messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale a favore del costruttore Danilo Cianti, titolare della Mugello lavori, per agevolarlo nella sua attività, ottenendo in cambio l’ampliamento della casa. Il tribunale di Firenze assolve, per quello stesso episodio Barbara Bardazzi, moglie di Cocchi, l’imprenditore Danilo Cianti e il figlio Simone imputati di concorso in corruzione”.
Assoluzione che, secondo i legali di Cocchi, sarebbe “l’esatta ripetizione della sentenza di non luogo a procedere pronunciata tre anni fa dal Gup”
Qui l’articolo dell’assoluzione di Paolo Cocchi – 19 Marzo 2016












