Lo scorso giovedi 11 ottobre 2018, in occasione di un concerto nell’Oratorio di Sant’Omobono dedicato al 50° anniversario dalla fine della “Primavera di Praga”, abbiamo notato – e non solo noi – a sinistra dell’abside in una nicchia interna, che sembra fatta apposta per accogliere un’opera d’arte sacra, un bel volto del Cristo Redentore. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi, ma la cosa che ci ha fatto molto piacere, è che questo bellissimo disegno in china è stato realizzato dall’amico Paolo Zanieri nel 2008, due anni prima della sua scomparsa avvenuta il 10 aprile 2010. Ricordiamo se pur brevemente, che Paolo Zanieri (vedi il nostro ricordo sul mensile “Il Filo” del maggio 2010), già dipendente della Cassa di Risparmio di Firenze nel settore esattoriale, faceva parte di tante associazioni paesane e lo abbiamo avuto vicino in diverse iniziative sociali, solidali e culturali, compreso nel Comitato Pro Tempore per il recupero e il restauro dell’Oratorio di Sant’Omobono, e nel Comitato per l’erezione del Monumento alle Vittime Civili, un impegno questo che Paolo portò a termine con grande determinazione e serietà amministrativa. Nella vita privata oltre a collezionare vecchie cartoline del Mugello (una volta, sindaco Antonio Margheri, fece dono di una composizione di vecchie foto al Comune), Paolo amava pitturare, dipingere, disegnare e proprio per questa sua passione e in suo ricordo, dopo l’impegno profuso per l’Oratorio di Sant’Omobono, che la moglie la gentile Rosanna e la figlia Bianca, hanno voluto far dono di questa opera alla chiesa borghigiana, la quale con il beneplacito del pievano don Luciano Marchetti, è stata accolta e collocata, come sopra scritto, nella nicchia di sinistra dell’abside. Osservando con particolare attenzione il disegno del Cristo Redentore, notiamo a destra due scene che caratterizzano l’Oratorio borghigiano; il secentesco altare di destra e sul dietro una vetrage “chiniana”. Paolo ha voluto imprimere una significativa impronta dell’Oratorio dedicato a Sant’ Omobono (certo che in vita non avrebbe mai pensato che un suo disegno entrasse un giorno all’interno di una chiesa), dove lo aveva visto solerte ed attivo consigliere del Comitato per il recupero e la riapertura. A otto anni dalla sua scomparsa, ecco questa perpetua testimonianza. Un caro ricordo di un caro amico. (Foto A.Giovannini)














