Borgo San Lorenzo

Unioni civili e alienazioni. Rifondazione a tutto tondo a Borgo

Consiglio in corso a Borgo. Flash

Pubblichiamo di seguito due importanti interventi di Rifondazione Comunista di Borgo San Lorenzo. Il primo riguarda un’interrogazione presentata in Consiglio Comunale sulla vendita della ex scuola di Via Don Minzoni e il suo non inserimento nell’elenco delle alienazioni. L’altro è una riflessione sul tema delle Unioni Civili.

L’interrogazione sulle alienazioni:

Al sindaco Paolo Omoboni All’assessore Claudio Boni Al presidente del consiglio Gabriele Timpanelli

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA E ORALE

Oggetto: Interrogazione riguardo la proposta di alienazione della ex-scuola Don Minzoni non prevista nell’elenco dei beni messi in vendita La sottoscritta Claudia Masini, consigliere comunale per il gruppo “L’Altra Borgo – Rifondazione Comunista” VISTE le dichiarazione a mezzo stampa dell’assessore Claudio Boni in merito alla prossima messa in vendita dell’ex-scuola Don Minzoni; VISTA la delibera di Giunta n. 27 del 11 febbraio 2016 “Adozione schema elenco immobili di proprieta’ comunale da alienare nel corso dell’anno 2016 ai sensi del regolamento approvato con atto c.c. n.18/ 2009” e nello specifico nell’allegato 1 non compare la ex-scuola Don Minzoni; CONSIDERATO che il Regolamento per l’alienazione del patrimonio comunale evidenzia in modo chiaro che la facoltà decisionale sulle alienazioni di immobili non inseriti nello specifico Piano sia di esclusiva competenza del Consiglio Comunale e non certo della Giunta, e tantomeno di un singolo assessore ( ex art. 12 comma 1 “Il Consiglio comunale, può stabilire in qualsiasi momento e con proprio motivato provvedimento, di procedere all’alienazione di un determinato bene immobile di proprietà del Comune, ancorché non ricompreso nel Piano”) per altro solo in presenza di particolari condizioni (ex art. 9 comma 2) quali cambiamento di classificazione del bene, mutate esigenze dell’Amministrazione inerenti fini istituzionali o il verificarsi di situazioni contingenti di urgenza o nescessità; VISTO che non ci è pervenuto che sia stato pubblicato un avviso di indagine esplorativa finalizzata all’acquisizione di manifestazioni di interesse per l’acquisto del bene; Nel denunciare, per l’ennesima volta, modalità procedurali da parte di componenti della Giunta che antepongono il risalto mediatico alle prerogative e ai ruoli del Consiglio Comunale

CHIEDE:

  • perché ci si sia voluti affrettare a dichiarare la messa in vendita dell’immobile, violando il regolamento comunale e evitando ogni tipo di confronto, discussione in consiglio comunale;
  • quali siano i criteri, con il quale, la maggioranza abbia valutato la necessità di realizzare 20 abitazioni e 300 m2 per attività commerciali.
  • quali siano <<..gli intoppi burocratici..>> a cui fa riferimento l’assessore e che non hanno consentito l’inserimento dell’edificio nell’elenco delle alienazioni comunali;
  • quali siano il metodo e i criteri con il quale si è raccolta l’intenzione di privati all’acquisto del bene.
  • Quali siano i nuovi orientamenti e le scelte della Giunta riguardo la soluzione del problema del nuovo plesso scolastico, visti anche i continui cambiamenti di destinazione compiuti negli ultimi anni.

Chiede inoltre al Segretario Comunale di esprimere parere tecnico in merito alla vicenda. 01/03/2016 Claudia Masini

La riflessione sulle Unioni Civili:

Cominciamo segnalando che gli unici paesi dell’Unione europea che non prevedono le unioni civili o i matrimoni omosessuali sono, Polonia, Bulgaria, Romania e Italia. L’Italia arriva ultima fra i partner europei ad approvare una legge sulle unioni civili, grazie ad una politica sempre troppo vicina alla “filosofia del Family Day”, al quale nel 2007 partecipava anche l’attuale Presidente del Consiglio Renzi. Lo stesso Matteo Renzi che aveva presentato il DdL Cirinnà come irrinunciabile e non passibile di modifiche o aggiustamenti, per poi permettere lo stralcio degli articoli più importanti dello stesso. Sono infatti stati cancellati, per poter ottenere i voto delle destre e l’approvazione del DdL, l’ultima parte dell’articolo 3 e l’intero articolo 5, che facevano riferimento alla stepchild adoption , ovvero la possibilità di adottare il figlio biologico del partner, creando finalmente una forma di tutela per i minori. Ci chiediamo perchè non sia stata chiesta subito la fiducia sul DdL completo, anzichè attendere la defezione del M5S per poi dover andare a chiedere la fiducia su un testo privato della sua parte essenziale. Il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili ci trova favorevoli in quanto prevede l’iscrizione di due persone maggiorenni anche dello stesso sesso nel registro comunale delle unioni civili, allargando finalmente alcuni diritti a tutte e tutti a prescindere dall’orientamento sessuale, ma giudichiamo questo un passo insufficiente, perchè non tiene più conto dei diritti dei bambini, che non possono subire un trattamento iniquo da parte dello Stato a causa del genere o dell’orientamento sessuale dei genitori o del singolo genitore. Vorremmo aggiungere che il DdL Cirinnà già ci trovava comunque critici in quanto non prevedeva le adozioni per coppie dello stesso sesso. Abbiamo votato a favore dell’ordine del giorno presentato dal gruppo di maggioranza per i principi che vengono espressi nel decreto di legge, non certo per la modalità di discussione e analisi dell’argomento all’interno del parlamento. Siamo inoltre molto preoccupati per quella che è diventata la stesura finale, frutto di una mediazione fatta al ribasso e di un infelice accordo con il NCD, che snatura un DdL già insufficiente; quello che verrà approvato sarà un testo timido, privato delle sue parti più importanti, che non accontenta nessuno, a parte le destre, e che ha il sapore della beffa, del contentino, per tutti coloro che aspettavano che venissero loro riconosciuti dei diritti fondamentali come avviene in tutti i paesi civili. Infine, la legge è stata approvata dal Senato «senza obbligo di fedeltà». Tutti sappiamo che l’obbligo di fedeltà è pura teoria anche nei matrimoni religiosi o civili, però nessuno chiede che venga tolto; ci sembra l’ennesimo goffo tentativo di far si che le unioni civili non somiglino troppo ad un “vero” matrimonio.

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