La lista civica “Dal Cuore di Borgo” accetta Paolo Omoboni come candidato presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello ma critica il processo decisionale con cui il PD è giunto alla sua candidatura. Di seguito la nota della lista civica
Riguardo alla prossima elezione del Presidente dell’Unione dei Comuni, la posizione della lista civica “Dal cuore di Borgo” è questa. Ci sembra giusto che, vista la regola della turnazione, venga scelto Paolo Omoboni, che finora si è contraddistinto come buon amministratore, capace di comporre divisioni e prendere decisioni coraggiose, e inoltre sindaco del più numeroso comune del Mugello. Quello che stona è la tempistica e il metodo usati per individuare come unico candidato del PD il nostro sindaco. Come mai questa scelta non è stata fatta già nel 2014? Forse che, ai tempi, Omoboni non era della famiglia del Partito Democratico, e quindi si è deciso di fare un danno a Borgo pur di non scegliere lo straniero socialista? E forse che, adesso, con la nuova tessera di partito, è più gradito agli alti dirigenti, pur essendo ancora percepito come corpo estraneo? Purtroppo ci spiace constatare che per questi intrighi politici conti molto di più la semplice appartenenza al partito che la valutazione nel merito della persona.
Inoltre, dato che la presidenza dell’Unione, come dice il nome, è una carica di rappresentanza che dovrebbe unire, includere e coinvolgere le diverse realtà di un territorio, sarebbe interessante sapere con che metodo Omoboni è stato individuato: per esempio, c’è stata una discussione tra tutti i membri del Consiglio dell’Unione? Sono stati coinvolti tutti i sindaci? Sono state coinvolte le opposizioni? O, come spesso accade, si è deciso per questo candidato nelle stanze del partito? Spiace ancora una volta constatare la tendenza del Partito Democratico a decidere senza tener minimamente conto degli altri. Basterebbe poco, in realtà, per cambiare le cose: basterebbe, per esempio, delle volte, chiedere cosa ne pensa l’opposizione, la minoranza interna, o la voce fuori dal coro, chiedere, ascoltare, e arrivare ad una soluzione condivisa – già, basterebbe essere democratici.
Ci auguriamo quindi che, alla fine, prevalgano le questioni di merito sui giochi di potere per la spartizione delle poltrone e sulle ripicche, con la speranza che Omoboni riesca, alla lunga, a cambiare le carte in tavola nel maggior partito del nostro territorio, portando una ventata di apertura.
Dal cuore di Borgo












