Venerdì 13 dicembre alle 21, Mario Perrotta, autore, regista e interprete, fondatore del Teatro dell’Argine di Bologna, torna a Barberino, in anteprima Toscana, con il suo ultimo spettacolo “Un Bès. Antonio Ligabue”, spettacolo con il quale corre per il Premio UBU 2013, l’Oscar Italiano del teatro, come Miglior Attore.
Già finalista Premio UBU 2004, con lo spettacolo “Italiani cìncali”, che lo impone al pubblico e alla critica come uno degli artisti più interessanti della sua generazione, Perrotta ha scritto, diretto e interpretato “Odissea”, premio Hystrio Drammaturgia 2009 e inaugurato con “Misantropo-Molière” la “Trilogia sull’Individuo Sociale” che gli ha valso il Premio Speciale UBU nel 2011.
“Un Bès” è il primo atto di un progetto che si sviluppa in tre movimenti e ruota intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai diciotto anni; il territorio di Gualtieri (RE), sulle rive del Po; le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume Po, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture.
Poetico e toccante, profondo e drammaticamente vero, bello, da stringere il cuore, il Ligabue di Mario Perrotta è uno spettacolo indimenticabile, acclamato dal pubblico e dalla critica fin dal suo esordio.
“Un bès… Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi” così recita il Ligabue di Perrotta, che in scena disegna dal vivo i paesaggi interiori ed esteriori che hanno fatto da sfondo alla vita tormentata del grande pittore: le montagne della Svizzera, la Mutter che lo alleva come un figlio, e poi l’Italia, Gualtieri, il fiume che gli fa da casa e un paese con i suoi abitanti che lo rifiutano, il mondo dell’Arte che lo riconoscerà solo quando sarà troppo tardi.
E’ lo stesso Perrotta a dire: “Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio, Neanche uno. Mai.
E allora mi vedo scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada. Ecco, questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un’implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo intanto lo elemosinava.”
Mario Perrotta sarà ospite del Teatro Corsini dal 13 al 15 dicembre. Ancora una volta la Casa-Teatro di Barberino non accoglie solo lo spettacolo, ma un’intera settimana di eventi e di incontri incentrati sulla figura di Antonio Ligabue e sull’attore che lo interpreta. Si parte martedì 11 con la Lezione-Incontro “Viaggio nella magica follia di Antonio Ligabue” a cura della pittrice e storica dell’Arte Elisa Marianini, e realizzata in collaborazione con AUSER Barberino, per proseguire poi mercoledì 11 sempre nel Foyer del Teatro con la proiezione dello sceneggiato Rai con Flavio Bucci “Antonio Ligabue”. Venerdì 13 prima dello spettacolo alle 19 Mario Perrotta incontra il pubblico, conduce l’incontro Gherardo Vitali Rosati. Da sabato 14 a domenica 15 dicembre, sempre al Corsini si terrà lo stage per attori “Dal corpo alla parola”, condotto dallo stesso Perrotta.












