Vicchio

Tutto esaurito al Giotto di Vicchio Grandi Marianna e Marco Morandi in “Benvenuti in casa Morandi”

Uno spettacolo malinconico e divertente "Benvenuti a casa Morandi" è un viaggio nei ricordi di Marianna e Marco Morandi, che...

Morandi
Tutto esaurito record al Teatro Giotto di Vicchio  che ha proposto uno degli spettacoli di maggior successo delle ultime stagioni . “Benvenuti in casa Morandi” scritto da  Marianna Morandi, Marco Morandi, Elisabetta Tulli, Pino Quartullo e diretto da Pino Quartullo, con Marcello Sindici.
Uno spettacolo malinconico e divertente “Benvenuti a casa Morandi” è un viaggio nei ricordi di Marianna e Marco Morandi,che ha trasportato il pubblico negli aneddoti e ricordi esilaranti condivisi con papà Gianni, sempre troppo attento a che il risultato sia eccezionale col motto “Non si vince la battaglia ma la guerra”, mamma Laura (in giro a presentare il suo libro) eccentrica e logorroica nelle telefonate e la tata Marta, Argentina venuta in visita, presentata da Gianni Minà, che avrebbe dovuto collaborare con la famiglia per un breve periodo e che invece è rimasta con loro per tutta la vita.
In scena fratello e sorella si ritrovano a svuotare la casa della loro tata, passata a miglior vita dopo 50 anni di servizio e scoprono che questa donna li ha talmente amati da aver conservato giocattoli, ricordi, quaderni e addirittura ricostruito la loro cameretta, la prima chitarra, il violino perchè tutti suonavano strumenti a corde in base alla grandezza delle loro mani (scontata la battuta sulle mani di Gianni).
Il pubblico che aveva esaurito ogni posto disponibile del Giotto di Vicchio, li applaude con grandissimo calore, quando stravolgono le parole di “Fatti mandare dalla mamma”, quando Marco canta accompagnandosi alla chitarra e quando arriva il traslocatore (Marcello Sindici) alto un metro e novantadue, ex ballerino della Carrà che riesce a convincere Marianna a ballare ed a rendere divertentissima la loro presenza in quella casa che, avrebbero dovuto svuotare e che invece diventa quasi una rinascita emotiva di quei due bambini, figli d’arte che hanno vissuto con gli onori ma anche gli oneri di portare un cognome (d’arte) che l’Italia segue fino dagli anni ’60.
Una commedia divertente e romantica che parla in maniera ironica della loro vita, una vita come tante piena di domande, dubbi, (in)certezze. Finale con balletto guidato dal traslocatore su “A far l’amore comincia tu” di Raffaella nel quale sono riusciti a coinvolgere anche tutto il pubblico che, tra “Ole” e “Sbatacchiate di capelli” li ha applauditi fino a farsi male alle mani.
Bravi, simpatici e divertenti per un’ora e mezzo piacevolissima che resterà nel cuore del pubblico del Giotto di Vicchio.

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