Di seguito la lettera che la lettrice Silvia Vettori ha indirizzato alla direttrice sanitaria dell’ospedale del Mugello, come rappresentante di tutto il suo personale, dopo l’esperienza vissuta con il padre malato di Covid e ricoverato nella struttura mugellana:
Gentile Dott.ssa Capanni, Sono Silvia Vettori,figlia di Vettori Giuseppe,ricoverato presso la vostra struttura in data 23/03 e risultato poi positivo al covid_19.
Le scrivo solo adesso,da parte di tutta la mia famiglia dopo settimane lunghe, difficili e angoscianti. Il babbo ha passato momenti difficili (arrivato in ospedale le sue condizioni erano già piuttosto critiche) e solo ieri é stato dimesso per essere trasferito al Don Gnocchi per iniziare un nuovo e lungo percorso per la sua riabilitazione.
Non sono qui per farle il riassunto del suo quadro clinico, non ho le competenze ma solo per porgere a nome mio e della mia famiglia dei sentiti ringraziamenti. Ogni giorno,fin dall’inizio della sua chiamiamola “disavventura” i medici del reparto di rianimazione ci hanno costantemente aggiornato sulle condizioni del babbo.
Quotidianamente siamo stati sempre informati con cortesia e professionalità sullo stato del babbo, spiegandoci nei dettagli la situazione (che per molti giorni é stata molto critica, e non le nego che noi temevamo il peggio) e rendendoci partecipi di quello che veniva fatto e successivamente poi dei suoi progressi.
I suoi colleghi hanno risposto sempre ai nostri dubbi e alle nostre domande (a volte forse anche un pò sciocche). Le nostre giornate sono state molto difficili e piene di paura. Ma le assicuro che in quelle telefonate di una manciata di minuti, abbiamo trovato un po’ di serenità e conforto che c’ha permesso di farci forza per andare avanti per lui… per noi.
I medici di rianimazione sono stati l’unico tramite che avevamo! Quando si è ricoverati, per qualsiasi motivo, siamo spaventati, indifesi ed essere anche soli senza poter vedere e sentire i propri cari rende tutto più difficile sia per il paziente che per la sua famiglia…. e con questa emergenza poi, tutto è ancora piú amplificato e complicato.
Proprio l’altra sera siamo riusciti a vederlo tramite una videochiamata dopo più di 1 mese: un’emozione indescrivibile … lui si è commosso. E vedere le infermiere che gli facevano le carezze é stata una scena bellissima. Abbiamo capito con quanta professionalità e amore svolgete la vostra professione…. Un lavoro che non si fa tanto per fare, ma che è mosso da altro….
E mi creda questo “altro” a noi è arrivato tutto, sempre! Noi saremo per sempre riconoscenti a tutta l’equipe di medici, infermieri e personale sanitario che ha contribuito a salvare la vita del nostro babbo Beppe. Le parole non riusciranno mai a rendere il grado di riconoscenza che nutriamo per tutti loro.
Non abbiamo capito ancora se lui ha ben chiaro quello che gli è accaduto e quanto sia stato grave e che in qualche modo é “sopravvissuto” … quando un giorno potrà e sarà possibile avrà diversi ringraziamenti da fare.
Nel frattempo siamo tutti noi a farli da parte sua ….
GRAZIE!
Le chiedo scusa per il tempo che le ho rubato e la ringrazio per la sua attenzione.
Cordialmente la saluto
Silvia e famiglia Vettori






