Il dibattito sul futuro energetico e ambientale della Montagna Fiorentina si accende. Al centro della contesa c’è il progetto presentato dalla società Hergo Renewables, che prevede l’installazione di sei torri eoliche da 200 metri nel Comune di Londa. Una proposta che ha trovato la ferma opposizione della Comunità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, schierata compatta nel respingere l’opera.
Un fronte istituzionale compatto
La bocciatura non è stata una sfumatura politica, ma una scelta netta: i sindaci degli undici comuni dell’ente Parco hanno espresso voto contrario all’unanimità. Una posizione che ricalca quanto già espresso dal Consiglio direttivo, confermando un fronte istituzionale coeso contro l’industrializzazione dei crinali.
Luca Santini, presidente della Comunità del Parco e di Federparchi, ha chiarito la natura della protesta:
«La nostra non è una crociata contro le energie pulite. Il punto è la coerenza: un impianto di questa portata, pur sorgendo appena fuori dai confini formali, collide con la missione di tutela ecologica e socio-economica che il Parco rappresenta».
Biodiversità e zone “cuscinetto”
L’area interessata dai lavori è considerata un corridoio ecologico fondamentale. Secondo le direttive della Strategia Nazionale per la Biodiversità, questi crinali dovrebbero fungere da “zone cuscinetto” per proteggere il cuore del Parco. L’obiettivo comunitario al 2030, infatti, punta ad aumentare la superficie delle aree protette, non a circondarle di infrastrutture industriali che potrebbero minacciare specie rare e habitat delicati.
L’impatto sul territorio: tra costi e benefici
I critici del progetto sottolineano un paradosso: a fronte di un impatto visivo e ambientale permanente, i benefici per la popolazione locale sarebbero pressoché nulli.
- Energia: La corrente prodotta finirebbe nella rete nazionale senza sconti sulle bollette dei residenti.
- Economia: Si teme un deprezzamento degli immobili e dei terreni agricoli.
- Turismo: Il vero motore della zona, il turismo “lento” e naturalistico, potrebbe subire un colpo letale a causa dell’alterazione del panorama.
L’alternativa: le Comunità Energetiche (CER)
Il fronte del “no” non si limita alla protesta, ma rilancia con una proposta costruttiva: le Comunità Energetiche Rinnovabili. L’idea è quella di promuovere una transizione ecologica dal basso, basata su impianti diffusi, cooperazione tra cittadini e consumo di suolo zero, evitando così di trasformare l’Appennino in un distretto industriale.
La mobilitazione corre sul web
Per dare forza alla battaglia istituzionale, è nata una petizione online rivolta a cittadini e associazioni. L’obiettivo è raccogliere il maggior numero di adesioni per chiedere il blocco definitivo del progetto e la salvaguardia dei crinali di Londa, considerati la porta d’accesso naturale a uno dei parchi più pregiati d’Italia.











