Simone Cantaridi ieri pomeriggio ha perso la vita, all’età di 49 anni, schiantandosi con la sua auto contro un albero in via Firenze a Prato. Una fatalità, un tragico gioco del destino, se si pensa che esattamente 21 anni prima aveva sterminato la sua famiglia.
Cantaridi il14 aprile 1999 uccise a coltellate la moglie 24enne, la figlia di 4 anni e la sorella 27enne, poi fece esplodere la loro abitazione. Lo riportano i quotidiani la Nazione e il Tirreno. Fa riflettere la coincidenza della data con quella della strage di 21 anni fa.
Non risulta che fosse ubriaco o avesse fatto uso di sostanze stupefacenti. Dentro l’auto, si è appreso oggi, non c’era alcun documento: si è risaliti all’identità di Cantaridi dalla targa della macchina.
All’epoca del triplice omicidio, inizialmente si credette che lui fosse l’unico superstite di una tragedia dovuta a un’esplosione di gas in abitazione, Cantaridi ammise poi le sue responsabilità dopo due giorni dagli omicidi senza però mai spiegare perché lo avesse fatto.
Condannato con rito abbreviato a 20 anni poi ridotti a 16. Dieci li ha scontati nel carcere di Prato, dove poi aveva scelto di vivere. Qualche anno fa si era anche risposato.











