Firenze e Provincia Toscana

Polemiche sulla ‘Bella Ciao’ di Guccini, Rossi lo difende: “Meloni e Salvini sono fascioleghisti

Enrico Rossi

Ieri Francesco Guccini ha cantato la sua versione di ‘Bella Ciao’. Il cantautore romagnolo, da sempre esponente convinto della sinistra, ha inserito i nomi di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi nel testo della canzone popolare. In particolare la sua versione comunica un messaggio molto chiaro: l’Italia deve liberarsi delle destre.

Sono subito piovute critiche sulla licenza artistica del cantautore e scrittore. Giorgia Meloni ha affermato che la ‘Bella Ciao’ di Guccini istiga all’odio.

Questa mattina il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha scritto sul suo profilo Facebook la sua ‘difesa’ all’autore de ‘L’avvelenata’. Il post ha ricevuto migliaia di like e molti commenti di apprezzamento. Di seguito il commento completo del governatore toscano.

“”Fascioleghisti. È il nome giusto per Meloni e per Salvini.

Non abbia paura Giorgia Meloni delle parole di Bella ciao cantata ieri da Francesco Guccini che inneggia così alla resistenza contro il centrodestra:
“Ma noi faremo la Resistenza, o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao.ciao .. Noi faremo la Resistenza come fecero i partigian…””
Meloni dovrebbe sapere che se lei è libera di dire ciò che vuole e di essere parlamentare, lo deve anche e soprattutto ai partigiani
comunisti, socialisti, democristiani, liberali e persino monarchici che lottarono e vinsero contro i fascisti e i nazisti e che scrissero la Costituzione.
Se invece avessero vinto loro, i fascisti e i nazisti, l’Europa si sarebbe trasformata in un immenso campo di concentramento, in una dittatura spietata, violenta e senza nessuna libertà.
La storia non si ripete e Guccini non voleva certo inneggiare alla lotta armata; intendeva solo richiamare il valore e gli ideali della lotta partigiana nell’impegno contro il centrodestra che disconosce la Liberazione e il 25 Aprile.
Per questo, d’ora in poi, verso Meloni e Salvini e il centrodestra da loro rappresentato mi rivolgerò chiamandoli fascioleghisti.
È il nome giusto che spetta loro, per i loro ascendenti e per la cultura politica che li accomuna.
Per Berlusconi è diverso, non è un fascioleghista.
È stato un imprenditore e un politico di destra spregiudicato, il cui torto principale è stato quello di allearsi con i nipotini di Almirante e Mussolini, legittimandoli al governo.
Anche ora Berlusconi prende le distanza da Meloni e da Salvini, ma poi corre subito a dichiarare che l’unità con loro non è in discussione
“”.


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