Un rombo sordo ha destato gli abitanti di Albiano Magra questa mattina (mercoledì 8 aprile) intorno alle 10:15. Il ponte che collega la località del comune di Aulla alla strada provinciale 70 è venuto giù improvvisamente.
Dalle prime informazioni risulta che due veicoli in transito siano rimasti coinvolti dal crollo. Si tratta di due furgoni precipitati sul letto del fiume e rimasti sopra la carreggiata collassata.
Tutte le campate dell’infrastruttura sono cadute una dopo l’altra come in un domino.
Torna alla mente il tragico crollo del ponte Morandi a Genova nel ferragosto di due anni fa. La tragedia non si è ripetuta grazie alla netta diminuzione dei passaggi sull’infrastruttura dovuta al lockdown imposta dalla pandemia da Coronavirus.
CROLLA PONTE IN TOSCANA, ROSSI: “”ANAS FACCIA CHIAREZZA””
“Anche se non ci sono vittime, almeno da quanto risulta dalle prime informazioni, il crollo del ponte di Albiano Magra poteva essere una tragedia se avessimo avuto il traffico dei giorni ordinari”. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sulla notizia del crollo del ponte ad Albiano.
“È l’ennesima dimostrazione – prosegue Rossi – che le infrastrutture del nostro territorio sono ormai a livello di disfacimento e che c’è bisogno di una cura da cavallo. Quando ci renderemo conto che veniamo da un decennio nel quale gli investimenti pubblici sono stati dimezzati, e che a sua volta è seguito a un decennio in cui c’era già stato un dimezzamento, cominceremo a capire della necessità di effettuare davvero una svolta nell’intervento pubblico.
Una svolta particolarmente necessaria in questa fase di blocco dell’economia per garantire occupazione, lavoro e prospettive positive al Paese. Indebitarsi per fare gli investimenti rende in termini di ammodernamento, di lavoro e di crescita, quindi di competitività sociale ed economica.
Sono sempre più convinto che il governo deve impegnarsi ad attribuire poteri speciali a tutte le istituzioni pubbliche per far partire dovunque i lavori già programmati e finanziati.
Il modello Genova deve essere esteso a tutto il Paese, assumendoci la responsabilità morale di fare le cose al meglio possibile, con onestà e rispetto delle competenze.
Ma anche questo non basterà. Occorrono altre centinaia di miliardi di investimenti per riparare al dissesto infrastrutturale e del territorio.
All’ANAS – conclude Rossi – chiedo che spieghi cosa è successo, che in tempi assolutamente ristretti sia ricostruito il ponte, dando una prova di efficienza e di capacità di risposta”.















