Scarperia e San Piero

Torna a splendere “La Madonna del latte”: Restaurato da Vettori l’affresco di Paolo Schiavo

Madonna del Latte Vespignano

Il tempo di lasciare Scarperia dove all’interno del palazzo de’ Vicari a Scarperia abbiamo assistito, sabato 14 settembre 2019, alla presentazione di un rarissimo volume sul terremoto del Mugello del 1542 che fu davvero catastrofico, a cura del Prof. Filippo Bellandi, eccoci all’interno della piccola ma aggraziata Pieve di San Martino a Vespignano in occasione della scoprimento ed inaugurazione del magnifico affresco di Paolo Schiavo (sec. XVI) raffigurante la “Madonna del Latte” (la Vergine seduta fra due angeli mentre allatta il bambino) magnificamente restaurato e riportato agli antichi splendori dal bravissimo amico restauratore Simone Vettori.  C’era davvero fermento in quella località e il “popolo” come usava dire una volta è accorso numeroso per visionare un’opera d’arte a loro tanto cara, dove nel corso dei secoli hanno pregato con grande devozione decine di generazioni di vespignanesi. Con il coordinamento di Gianna Bacci dirigente dell’Associazione dalle terre di Giotto e dell’Angelico” dopo il saluto del Diacono Luca Gentili (il pievano era indisposto), del sindaco di Vicchio di Mugello, Filippo Carlà Campa, felice di questa operazione artistica nel ricordo di quando bambino frequentava la chiesa di Vespignano, del rag. Leonardo Manfriani dirigente del Banco di Credito Cooperativo, della dott.ssa Jennifer Celani responsabile territoriale della Soprintendenza di Firenze, che ha ricordato il percorso storico-artistico di Paolo Schiavo, lo scrittore Fabrizio Scheggi, che ha relazione sulla storia della chiesa di Vespignano con molti aspetti interessanti ed inediti. Dopo lo scoprimento dell’affresco ( non tela come erroneamente scrivemmo nell’articolo presentativo), da parte di Stefano Chivetti e Francesco Boni, il “clou” di questa parentesi artistica è stato l’intervento di Simone Vettori, mugellano, che ha restaurato l’opera.Simone lo ricordiamo simpaticamente quando unitamente a due colleghe, fu il principale autore del completo restauro dell’Oratorio di Sant’Omobono di Borgo San Lorenzo, che da magazzino o peggio ancora una stalla, venne riportato alle magnifiche linee primitive (una splendida sinfonia “chiniana”), ha spiegato con dovizia di particolare quello che è stato il minuzioso e meticoloso percorso nel restauro e nel recupero di questa bellissima ed emozionante opera d’arte, patrimonio di Vespignano, ma anche di tutto il nostro Mugello. Applausi a non finire per il caro Simone. Un simpatico buffet ha concluso nel prato antistante la Pieve di Vespignano, dove si gode un magnifico panorama, ha concluso questo bel pomeriggio. Per dovere di cronaca ricordiamo che hanno contribuito al restauro dell’opera il Banco di Credito Cooperativo del Mugello, l’ Egip Piscine di Fabbri Massimo, l’Unica ortofrutta di Meglin, le famiglie di Francesco e Carlo Boni, i Fratelli Pieri, la Farmacia Carlà Campa ed altri generosi donatori. Bravi e complimenti.

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