Secondo un recentissimo e innovativo studio del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena in collaborazione con il Settore Sismico della Regione Toscana, sarà possibile localizzare in determinate zone d’Italia, le prossime forti scosse di terremoto (magnitudo superiore a 5/5.5), permettendo così di migliorare il piano di prevenzione antisismica nazionale. Si tratta, secondo i ricercatori , di abbandonare le metodologie di previsione di tipo statistico, cioè basate sull’assunzione che i terremoti siano eventi casuali e indipendenti, e che la sismicità futura avrà le stesse caratteristiche di quella che risulta dalla breve storia sismica conosciuta, per concentrarsi sullo studio di parametri fisici, reali e osservabili: i processi tettonici e deformativi in atto, e la loro connessione con la distribuzione dei terremoti nello spazio e nel tempo. I terremoti sono un fenomeno naturale legato a cause fisiche ben conosciute, come la deformazione che le rocce gradualmente accumulano sotto la sollecitazione delle forze tettoniche , per cui il metodo più efficace di previsione è basato sull’utilizzazione di modelli fisici, seppur molto complessi e interconnessi tra loro. Da sottolineare che, secondo la nuova metodologia, le prossime forti scosse , in un suo “naturale movimento verso nord”, potrebbero interessare nei prossimi decenni, proprio l’Appennino romagnolo e tosco-emiliano. Di seguito il video che spiega in maniera semplice ed esauriente il nuovo studio. Fonte Meteoweb -Università degli studi di Siena. La prima parte è raggiungile cliccando qui. La seconda Parte è raggiungibile cliccando qui. (la parte che cita il Mugello è al 38° minuto circa)
Terremoti. Nuovi studi e metodi per localizzare le scosse, videoservizio












